VOTO COI TABLET/MARONI SPIEGA
COSA NON HA FUNZIONATO:
‘PRESIDENTI DI SEGGIO COL PIN
E MACCHINE IN MODALITÀ TEST’

maroniLECCO – Presidenti di seggi che hanno inserito Pin sbagliati e voting machine in “modalità test”, queste le criticità alla base dei disguidi nel voto elettronico. Ne dà notizia il governatore Roberto Maroni nel pomeriggio di oggi, mentre si attende che anche l’ultimo 2% degli apparecchi venga scrutinato così da rendere definitivi i dati del referendum lombardo.

Col 98% delle voting machine scrutinate alle 15 di questo pomeriggio i giochi possono comunque dirsi fatti: un’affluenza regionale stabilizzatasi sul 38% ed il Sì scelto dal 95%. Il primo a gioirne è stato proprio Maroni che sin da ieri sera ha rilasciato dichiarazioni ottimistiche e oggi si complimenta con gli oltre tre milioni di lombardi che sono andati a votare: “Un risultato oltre le mie aspettative, di cui sono molto soddisfatto. Vuol dire che il tema dell’autonomia è straordinariamente importante e io mi sento l’incarico di questa responsabilità”.

REFERENDUM SITO CRASHSolo pochi istanti fa invece l’intervento, sempre di Maroni, in merito ai disguidi legati al voto elettronico: “Il voto elettronico, testato per la prima volta, ha funzionato ed è il futuro delle elezioni, perché durante tutte le operazioni di voto non ci sono stati problemi. L’unico problema è sorto dopo la fine delle operazioni di voto per un numero ridotto di voting machine“.

“Ciò che ci impedisce di dare il dato totale sono due criticità sorte alla fine di tutta la procedura – ha precisato Maroni -: le abbiamo individuate e attiveremo per la prossima volta tutte le procedure necessarie per evitare che si ripetano. Le due criticità sono, da un lato, il fattore umano: in alcuni seggi, il presidente ha digitato su più voting machine lo stesso pin, questo ha reso impossibile leggere i dati di più di una voting machine con lo stesso pin”.

TABLET-REFERENDUM“La seconda criticità è legata a un fatto tecnico: alcune voting machine hanno cominciato le operazioni in modalità test anziché in modalità voto. Il voto è stato comunque regolare e registrato, ma ha reso necessario un caricamento manuale. Sono criticità minori, a fronte di una procedura complessa. Voglio ringraziare comunque tutti i presidenti di seggio, anche quelli che hanno sbagliato in tutta onestà, perché, senza la loro collaborazione, non avremmo potuto realizzare questo grande test”.

Sul tema del voto elettronico soddisfatti anche i Cinque stelle, movimento che dall’inizio ha insistito perché si votasse con la nuova tecnologia. “La notizia dei presidenti di seggio bloccati fino a tarda ora nelle sedi del voto viene strumentalizzata per denigrare la sperimentazione del voto elettronico che in tutte le sedi, tranne nel Comune di Milano, ha funzionato senza problemi tanto che i cittadini hanno espresso soddisfazione per le modalità di voto. Di chi è allora la colpa? Perché solo il Comune di Milano ha creato questo impasse? I sindacati dei lavoratori denunciano abbandono e disinteresse dei dirigenti del Comune e disorganizzazione generale ed in particolare nei processi di raccolta e consegna delle chiavette USB. Dov’era il sindaco Sala mentre nella sua città si votava per un referendum a cui lui stesso aveva dato appoggio?”.

 

 

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