“VIVERE NEL MEDIOEVO”, L’ULTIMO
LIBRO DI CHIARA FRUGONI
AMBIENTATO NEL TRECENTO

Chiara FrugoniLECCO – Sapevate che in epoca medievale si giocava con vesciche di maiale gonfiate a mo’ di palloncino o salvagente? Oppure che per pattinare sul ghiaccio si utilizzavano mandibole di cani e di cavalli? Questo e molto altro in “Vivere nel Medioevo”, l’ultimo libro di Chiara Frugoni presentato ieri sera al Palazzo delle Paure, con il patrocinio del Comune di Lecco e della Libreria Volante.

Intento del volume è narrare la quotidianità di donne, uomini e bambini del Due-Trecento, attraverso lo studio congiunto di fonti scritte e visive. Dagli scritti dei predicatori alle novelle fino ai manuali di pedagogia, dagli affreschi alle miniature di libri di preghiere o messali, la mole di materiale consultato dalla storica e poi versato nel testo è eccezionale. Utilizzare in sincrono queste due tipologie documentarie “è – fin dalla tesi di laurea – il mio metodo di studio”, specifica Frugoni. Se una ricerca di tale portata non ha ignorato l’utilizzo di risorse elettroniche quali ad esempio le digitalizzazioni dei manoscritti, la storica dichiara tuttavia di aver fatto grande affidamento sulla propria ferrea memoria visiva: “da quasi mezzo secolo continuo a studiare e a guardare, quindi a memorizzare”.

Chiara Frugoni“Vivere nel Medioevo” è un libro in cui la storia viene osservata attraverso non i grandi eventi politici ma la ricostruzione puntuale della vita quotidiana. Protagonisti ne sono quindi le bambine ed i bambini, differentemente educati ma egualmente soggetti a morti precocissime. Una sezione del libro è poi specificatamente riservata alla vita delle monache, per “sfatare il cliché del monastero come luogo d’infelicità” e palesarne invece il carattere di “pace, intimità e calore di affetti”. Come sottolinea Frugoni, le monache erano donne istruite e dedite all’erudizione, sebbene lungamente ignorate dalla storia ufficiale: “sarò felice quando non sarà più necessario scrivere un’enciclopedia di storia delle donne – come quella edita da Laterza. Perché di scrivere un’enciclopedia di storia degli uomini, nessuno sente il bisogno”.

I.N.

 

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