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UNA TARGA AI QUATTRO LECCHESI
FUCILATI NEL ’44 A FOSSOLI.
“DOVERE RICORDARE E INFORMARE”

targa caduti fossoli014LECCO – Inaugurata questo pomeriggio la targa commemorativa in ricordo dei quattro cittadini lecchesi fucilati il 12 luglio del 1944 a Fossoli: Antonio Colombo, Franco Minonzio, Luigi Frigerio e Lino Ciceri. Oltre alle famiglie, presenti alla cerimonia le autorità al completo, introdotte dal sindaco Virginio Brivio. Che ha sottolineato l’importanza di tenere vivo il ricordo di “chi ha lasciato a Fossoli la vita, testimoniando il proprio impegno”.

“Poniamo questa targa nel 73° anniversario dell’eccidio di 67 antifascisti a Fossoli – interviene  Enrico Avagnina, presidente dell’Anpi provinciale – ed è importante ricordare questa data assieme ad altre due. Il 17 ottobre del 1943 quando si è svolta la battaglia d’Erna e il 7 marzo del 1944 quando gli operai hanno scioperato per il pane e per la pace, finendo poi deportati. In queste tre date possiamo ritrovare i valori fondanti della carta di identità di Lecco, che non dobbiamo dimenticare è medaglia d’argento per la Resistenza”.

Chi ha realizzato la targa, “il segno parlante – per dirla con le parole di monsignor Cecchin – di questi fratelli e di quello che hanno dato” sono i ragazzi dell’Istituto comprensivo Antonio Stoppani e del Liceo artistico Medardo Rosso, i quali hanno realizzato oltre a questo altri due pannelli commemorativi dedicati alle sorelle Villa e a don Martino Alfieri. “Per loro è stato un percorso importante – spiega Raffaella Crimella, dirigente scolastico del comprensivo Lecco 3 – che ha permesso agli studenti di capire cosa è stato il processo storico della Resistenza nella loro città”.

La targa è stata posta all’esterno della sezione lecchese dell’Aler, in via  Caduti Lecchesi a Fossoli “Significativamente un istituto pubblico – sottolinea Luigi Mendolicchio, presidente Aler Lecco-Sondrio-Bergamo – e anche un luogo di passaggio per cittadini e studenti”.

L’auspicio è che la targa possa essere uno strumento per informare e ricordare, un compito essenziale, come ricorda ancora Avagnina, in un momento in cui “bisogna prestare attenzione alle nuove manifestazione di xenofobia, populismo e neofascismo, che abbiamo il dovere di ostacolare”.

Manuela Valsecchi

 

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