TRENI, IL BUS SOSTITUTIVO
NON ASPETTA E PARTE:
IL RACCONTO DI UN’ODISSEA

LECCO – Una lettrice segnala alla nostra redazione una grave carenza del servizio ferroviario a bordo del treno speciale per il fine settimana che in circa due ore e mezza dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – unire Verona con Lecco.

Ma le sorprese non finiscono mai quando si tratta delle ferrovie: ecco l’odissea vissuta da Chiara, raccontata dalle sue stesse parole.

Buongiorno,
la presente per segnalare un episodio gravissimo accaduto ieri.

Tornavo da Verona con il treno regionale 1702 di Trenitalia, il comodissimo diretto Verona-Lecco del weekend. Già sabato apprendo per caso da una piccola scritta nei pannelli della stazione di Lecco che, nella giornata del 4 novembre, i treni della tratta Bergamo-Calolziocorte-Lecco, causa (mi è parso poi di capire) lavori nella stazione di Caprino Bergamasco, sarebbero stati soppressi/cancellati e sostituiti con bus. Cercando quindi in internet vengo a conoscenza del fatto che il treno 1702 avrebbe avuto come capolinea Bergamo alle ore 21.07, e poi ci sarebbe stato un apposito bus sostitutivo con partenza ore 21.12 da Bergamo a Lecco, con tutte le medesime fermate che avrebbe fatto il treno e che sarebbe arrivato a Lecco alle 22.39, con 50 minuti di ritardo rispetto all’orario del treno che avevo prenotato. Segnalo che, tra l’altro, avevo prenotato a mezzo dell’applicazione Trenitalia con la mia Cartafreccia, ma non vi è stata alcuna comunicazione, né tramite app, né tramite mail, del diverso programma che aveva subito il mio treno. Sul treno, il controllore non ha fatto presente ai passeggeri di questo cambio di programma, tant’è che molte persone nel mio vagone non ne erano a conoscenza.

Questo sarebbe l’orario del treno speciale per il weekend Verona-Lecco (cliccate per ingrandire)

Quando arriviamo in stazione a Bergamo, direi in orario (minuto più minuto meno, sicuramente senza un classico sostanziale ritardo cui Trenitalia ci ha abituato), scendiamo dal treno, ci dirigiamo fuori dalla stazione cercando qualche segnalazione in merito a dove possa attenderci il bus sostitutivo, ma nulla: il capotreno non è reperibile né visibile e non ha fornito nessuna assistenza o informazioni alle persone che scendevano dal treno e dovevano prendere il bus. Vediamo quindi un anonimo bus bianco (senza destinazione indicata con pannelli luminosi né sul fronte né sul retro) e ci dirigiamo verso di lui, sono le 21.11, ma, mentre attraversiamo la strada, il bus parte. Diamo quindi per scontato non fosse quello per Lecco. Alle 21.15 vediamo arrivare un altro bus bianco, sempre anonimo, con davanti un foglio che riportava “Bus sostitutivo Lecco-Bergamo”, scendono i passeggeri e chiediamo se lo stesso sarebbe poi ripartito per Lecco, ma il conducente ci informa che aveva finito il turno e non erano in programma ulteriori pullman diretti a Lecco.

Ci rendiamo quindi conto di essere bloccati a Bergamo senza alcun bus o treno che potesse riportarci a destinazione, e che, molto probabilmente, il pullman che avevamo visto partire mentre uscivamo dalla stazione era quello che doveva fare da coincidenza, ma che non ha dato il tempo utile necessario ai passeggeri del treno che doveva sostituire di scendere e raggiungerlo. Assurdo! E non sto parlando di ore, il bus non ha atteso nemmeno i 5 minuti programmati, già direi non sufficienti: come avrebbe fatto, per esempio, un anziano o un disabile a scendere dal treno e percorrere il tragitto dal 5° binario al piazzale dei bus in 5 minuti?

Morale, io (come altri passeggeri, tra cui un povero anziano solo e una coppia di giovani spagnoli, tutti esterrefatti, amareggiati e increduli per quanto accaduto e altrettanto spaesati e privi di alternative, abbandonati a tarda ora in una stazione che, tra l’altro, non è il massimo in quanto a frequentazioni e sicurezza) ho dovuto ricorrere ad altri mezzi per raggiungere la tanto agognata meta, sostenendo ulteriori costi ed arrivando a casa inevitabilmente con ore di ritardo rispetto a quanto inizialmente programmato.

Trenitalia ha confermato un’ennesima volta la sua totale inefficienza e disorganizzazione.

Lettera firmata

 

 

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