SUL TELERISCALDAMENTO
REMO VALSECCHI REPLICA A SILEA
“ARIA FRITTA CHE CONFONDE”

valsecchi_remoLECCO – Remo Valsecchi, storico attivista per i beni comuni e in particolare nella battaglia per l’acqua pubblica, risponde a Mauro Colombo, amministratore unico di Silea, che a sua volta aveva illustrato il progetto di teleriscaldamento legato all’inceneritore di Valmadrera.

Stupefacente la lettera dell’Amministratore Unico di Silea scritta in un perfetto politichese che, malgrado tante parole, non dice niente. Nonostante il maldestro tentativo di confondere, è molto chiara la sua posizione.

In questo Paese, avere un’opinione non è più consentito, perchè si è tacciati di essere ideologici o strumenti di un “impianto culturale”. Non lo accetto, continuerò ad avere una mia opinione. Consento ad ognuno di esprimere la propria opinione, anche se non la condivido, ma non permetto a nessuno di impedirmi di esprimere la mia.

Non sono solito attribuire “aggettivi” a documenti di altri perché un aggettivo è un giudizio ma, in questo caso, non posso esimermi. Il documento contiene una lunga serie di falsità ed errori frutto, forse, di ignoranza diventando, inevitabilmente, ridicolo.

Non servivano tre pagine di argomentazioni arzigogolate e inutili. I concetti espressi nel documento sono pochi, chiari e errati. Quello che emerge è la volontà di fare quello che si vuole in una logica di natura privatistica lontana dall’interesse dei cittadini dimenticando che la proprietà della società è della collettività e non di pochi.

Si afferma, richiamando l’art. 42 del TUEL, che i Comuni, soci di Silea, non devono esprimersi circa la realizzazione del teleriscaldamento. Sbagliato! Silea è una società che gestisce il servizio di smaltimento dei rifiuti mediante affidamento in house. L’affidamento in house, secondo la normativa europea e la giurisprudenza nazionale, fissa un principio preciso e tassativo: il controllo analogo. Il controllo analogo non si applica solo all’idrico ma a tutti gli affidamenti diretti. Forse è opportuno che l’Amministratore Unico, con i suoi collaboratori, si informi meglio sulle regole dell’affidamento in house. Deve essere prudente quando scrive che i Comuni non devono e non possono esprimersi perché il tutto è previsto dallo statuto. Uno statuto che concede margini di manovra e di autonomia agli amministratori viola il principio del controllo analogo e può rendere illegittimo lo stesso affidamento diretto dello smaltimento rifiuti. Vuole, forse, anche l’Amministratore Unico di Silea, compiere atti illegittimi per dare ragione a chi vuole privatizzare i servizi?

SPECIALE_SILEA_1 ColomboIl costo del teleriscaldamento, sempre secondo l’Amministratore Unico di Silea, non sarà posto a carico dei cittadini della provincia ma sarà sostenuto interamente da Silea e da altri investitori interessati. Si continua a prendere in giro i cittadini! Di chi sono le risorse finanziarie di Silea e come si sono formate? Essendo soci di Silea tutti i Comuni della Provincia, le risorse sono dei cittadini e si sono formate per effetto di un costo eccessivo del servizio erogato a carico delle famiglie. Ma l’Amministratore Unico di Silea ritiene, forse, che le risorse siano sue e che può disporne come vuole o come suggerito da chi l’ha nominato Amministratore?

Tutto il resto del documento, egregio Amministratore Unico, è aria fritta che confonde ma che non giustifica un’operazione illogica e antieconomica.

Mi scusi l’amministratore unico, non voglio essere irriverente, non accetto e ritengo puerile la giustificazione secondo cui il costo del servizio in Provincia è la metà di quello praticato in altre province. Nella nostra Provincia la tariffa è, comunque, troppo alta, lo dimostra l’utile che la società realizza. Il compito di una società a capitale interamente pubblico, com’è Silea, è quello di creare le condizioni per ridurre ulteriormente le tariffe garantendo servizi efficienti. La cosa è possibile, anzi è doverosa per come si sono espressi gli italiani con il referendum del 2011 che interessa anche altri servizi pubblici oltre l’acqua.

Le società pubbliche erogatrici di servizi pubblici non devono fare profitti che eccedano il fabbisogno per gli investimenti. Il surplus è un costo a carico della collettività non funzionale al servizio e non consentito.

Qualche settimana fa l’Amministratore Unico di Silea ha rifiutato l’accesso agli atti e documenti societari, in piena violazione dell’art. 43 del TUEL, ad amministratori di Comuni soci di Silea. Non è possibile ed è inaccettabile. Gli amministratori delle aziende e delle società sono nominati dai Comuni e sono loro dipendenti al servizio della collettività. È il concetto del controllo analogo e della trasparenza che nel settore pubblico è essenziale. Si informi meglio l’Amministratore Unico di Silea, non si faccia condizionare, prima di scrivere cose che sono completamente errate.

Remo Valsecchi – cittadino

 

 

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