TELERISCALDAMENTO APPROVATO.
IL PD VOTA LA SUA CONVENZIONE
E ZITTISCE DUBBI E MINORANZE

LECCO – Aula consigliare gremita questa sera: il gruppo Spegniamo il Forno Inceneritore di Valmadrera si è riunito in massa per l’approvazione dell’accordo tra Silea spa e i Comuni di Lecco, Malgrate e Valmadrera a proposito del progetto di teleriscaldamento.

“Attraverso i cortei e la raccolta firme abbiamo ampiamente dimostrato la contrarietà della popolazione al progetto”, sostiene il comitato. Avviare la costruzione del teleriscaldamento, senza aver prima concesso uno spazio di dibattito pubblico, sarebbe quindi “un atto prepotente verso la cittadinanza che negli anni a venire dovrà sopportare disagi e vessazioni”, come recita la lettera pubblica consegnata all’ingresso.

Si arriva presto al nodo della serata, cioè la mozione presentata dal consigliere pentastellato Massimo Riva per arrestare il progetto di teleriscaldamento dell’impianto di incenerimento dei rifiuti di Silea: “Si chiede l’interruzione dell’iter fino a quando non sarà attivo il tavolo tecnico per poter effettuare una completa valutazione del progetto. Il tavolo avrebbe dovuto partire 18 mesi fa ed è previsto dalla regolamentazione della Regione ma non è mai stato concretamente attivato”. Le indagini di cui il tavolo dovrebbe occuparsi sono le seguenti: un’analisi epidemiologica (avviata e non conclusa), una ricognizione degli impianti di riscaldamento domestico oggi attivi e che verrebbero sostituiti ed un confronto quantitativo e qualitativo delle emissioni fra le due tipologie di impianto, un’analisi della ricaduta degli inquinanti ed uno studio economico dell’intero progetto. Riva sottolinea in particolare una criticità del teleriscaldamento: “Si tratta di un impianto che deve importare rifiuti da altri territori per funzionare a regime, ad oggi. Inoltre, le indicazioni dell’Unione Europea di alcuni anni fa direzionavano verso il teleriscaldamento ma la situazione oggi è cambiata. Di fatto questo progetto serve solo a allungare vita operativa dell’impianto di Silea”.

A sostegno della mozione si schiera l’ex candidato sindaco Alberto Negrini: “Stasera si vota per concedere o meno un’autorizzazione a Silea che annulla le prerogative del Consiglio Comunale. Si vota per far commissariare o meno il diritto ed il dovere di monitorare, gli strumenti di tutela e i diritti civici”. Favorevole alla mozione anche il consigliere della Lega Nord Stefano Parolari: “I cittadini di Lecco vogliono il teleriscaldamento? Qualcuno glielo ha chiesto? No. Quindi non serve ai cittadini ma a qualcun altro. Non è una tecnologia nuova e non ci serve, perché si è deciso di utilizzarla? Questa è la risposta che va data”. E a loro si aggiunge anche il consigliere Alberto Anghileri di Con la Sinistra cambia Lecco: “Come spieghiamo ai cittadini l’aumento delle regole di differenziazione dei rifiuti per riciclare, se poi andiamo a comprare tonnellate di rifiuti da bruciare per mantenere l’impianto? C’è un’evidente contraddizione interna. Abbiamo un impianto per inquinare meno ma bruciamo più rifiuti, comprati altrove”.

Il Partito democratico si spiega per bocca del consigliere Elena Villa: “Si parla di teleriscaldamento innanzitutto perché ci sono precise indicazioni da parte di Regione Lombardia. Indicazioni che negli anni non sono mai state ritirate o modificate. Anzi, la Regione ci ha concesso delle proroghe per adempiervi. Noi non possiamo che assecondare e seguire le indicazioni della Regione”. Il sindaco Virginio Brivio poi, a proposito della convenzione con i comuni di Malgrate e Valmadrera per la gestione del servizio di teleriscaldamento, specifica: “Non si tratta di una scelta di parte e che è nata in questo periodo. La vicenda è iniziata nel 2007 e ha ricevuto l’approvazione anche da parte di amministrazioni di centrodestra”. E sottolinea: “Non mi nascondo dietro alle gonne della Regione. Alla fine del 2015, il Consiglio Comunale ha deciso di non subire la prescrizione regionale ma di governarla. Infatti l’accordo con Silea è basato sulla disgiunzione tra teleriscaldamento e produzione rifiuti. Un teleriscaldamento figlio solo della produzione dei rifiuti non era quello che volevamo e che vogliamo”.

E il consigliere Pd Stefano Citterio chiarisce: “Con la convenzione chiediamo a Silea due cose. Primo, di smettere di sprecare risorse: il forno inceneritore libera calore che non è un rifiuto ma una risorsa, una potenzialità da sfruttare. Secondo, di prevedere entro la fine dell’anno soluzioni con fonti alternative per utilizzare l’impianto di teleriscaldamento”. E Brivio specifica: “L’elemento di novità della convenzione è questo: non ci si accontenta di aderire alla prescrizione regionale ma si chiede un di più che fa la differenza qualitativa. Inoltre, non si tratta assolutamente di una delega in bianco a Silea o di una deresponsabilizzazione del Consiglio Comunale: tutto sarà di volta in volta discusso”.

Ma nel Consiglio si lamentano la mancanza di un progetto preciso e particolareggiato e di un attivo coinvolgimento della popolazione. Cinzia Bettega infatti denuncia: “La sinistra ha insistito per anni con la parola partecipazione. Ma adesso tutta questa partecipazione non la vedo. La proposta di referendum è stata accantonata ma credo che non sarebbe così disdicevole sentire cosa pensano i cittadini di Lecco, Malgrate e Valmadrera”.

Quanto alla mancanza di un progetto preciso, il consigliere Pd Vittorio Gattari però specifica: Quello che stiamo facendo questa sera è votare una convenzione per affidare il progetto. Se non lo affidiamo ora, non lo avremo mai”. E nonostante Anghileri faccia notare come “è dal 2007, quindi da 12 anni che non c’è un progetto”, la mozione di Riva viene respinta e la convenzione invece approvata.

I.N.

 

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