TEATRO/AL CENACOLO LA PAURA
(MA DI NON TROVARE POSTO)
CHIUDE “CITTÀ SUL PALCOSCENICO”

JUVENTUS NOVA (1)

LECCO – Grandissimo successo per il weekend conclusivo di ‘Una Città sul Palcoscenico’, la rassegna del teatro amatoriale lecchese giunta alla fine del suo programma di otto spettacoli. Tra la serata di sabato 30 aprile e il pomeriggio di domenica 1 maggio è toccato alla storica compagnia dialettale Juventus Nova di Belledo che presenta “La Pagüra la fà Nuanta“, un adattamento in dialetto lecchese della stessa compagnia del tesso dei bellanesi Roberto Santalucia e Pier Giuseppe Vitali intitolato “Se la Paura”.

“L’appartamento di Remo e Ida viene svaligiato dai ladri e la loro vita cambia drasticamente; colpiti nell’intimità e privati dei loro ricordi più cari, vengono presi dal terrore. E quando “la paura fa novanta”, gioca brutti scherzi, facendo fare cose che sembrerebbero impensabili in condizioni normali…”.

JUVENTUS NOVA (2)Interessantissima performance dialettale che porta sul palcoscenico dei cappuccini tutta la forza della tradizione lecchese. Ottimo per quanto riguarda luci e scenografia, entrambe molto curate, mostrando bene la mano di un regista che, nonostante la giovane età, Mauro Marini dimostra di non aver nulla da invidiare ai direttori delle altre compagnie del territorio. Di altissimo livello il lavoro di Aldo Ghislanzoni e Assunta Pozzi, che dimostrano una conoscenza ottima del dialetto, in tutte le sue sfumature, rendendo quindi possibile un’interazione tra i due personaggi di una naturalezza incredibile. Molto azzeccati anche gli altri personaggi, tra cui sicuramente spicca Tino Fumagalli, anche lui grande interprete del dialetto lecchese. È infine degno di nota il contrasto che durante lo spettacolo si crea tra i “vecchi” della generazione dei genitori che parlano in dialetto e i “giovani” la cui lingua principale è l’italiano, andando a mettere in luce questa drammatica sparizione delle lingue locali dal moderno panorama linguistico, sempre più globalizzato. Dal contrasto cacofonico però nasce una grande armonia che rende lo spettacolo davvero succulento per tutti gli amanti del genere.

Come da tradizione il teatro dialettale nel nostro territorio ha talmente tanto successo da riempire lo spettacolo serale del Cenacolo.

“Siamo soddisfatti e pronti per andare in scena” dice Mauro Marini, regista della compagnia, “dopo mesi di prove, speriamo di riuscire a raccogliere la soddisfazione del pubblico facendo uno spettacolo ben riuscito. Voglio aggiungere che il teatro è bello perché è una trasmissione di emozioni e invito tutti a teatro.”

 PERSONAGGI & INTERPRETI…:
Remo Cupet, capo famiglia, Aldo Ghislanzoni;
Ida, sua moglie, Assunta Pozzi;
Lucia, sua figlia, Veronica Naperotti;
Silvia, sua figlia, Tiziana Invernizzi;
Alberto, fidanzato di Silvia, Luciano Montanaro;
Fulgenzio, vicino di casa, Tino Fumagalli;
Ortensia, sua moglie, Luigia Del Mistro;
Rudi, elettricista, Flavio Comi;
Genesio Goretti, ex militare, Mauro Marini;
Giornalista, Elena Bonfanti;
Operatore, Giovanni Negri.

…REGIA…:
Mauro Marini.

…SCENOGRAFIA…:
Luciano Bertagna, Carlo Caprinali, Franco Gerin, Nino Lapertosa, Cesare Mauri e Luigi Panzeri.

…RAMMENTATORE…:
Renato Mellera.

…LUCI & SUONI…:
Ambrogio Ciceri e Ambrogio Sala.

…RESPONSABILE DI COMPAGNIA:
Gigi Comi.

Juventus Nova invita tutti a Belledo il 28 maggio per una replica dello spettacolo.

Dopo lo spettacolo sono stati invitati sul palco i rappresentanti di tutte le compagnie intervenute in questi quattro mesi di rassegna e a ciascuno di essi è stata consegnata una targa alla presenza del sindaco di Lecco Virginio Brivio e del sindaco di Bellano Roberto Santalucia.

“Tutto sommato la stagione è andata bene” così parla Riccardo Arrigoni, portavoce dell’Associazione Cenacolo Francescano. “C’è ovviamente qualche chiaroscuro, dovuto a qualche testo di magari non facile interpretazione da parte del pubblico, anche magari non eccelso proprio come testo. Però alla fin fine il pubblico risponde, magari con qualche mugugno su qualche testo un po’ così, ma i risultati sono encomiabili, insieme al sostegno che abbiamo dell’amministrazione pubblica, non tanto per quanto riguarda finanziamenti, ma proprio per la presenza e la partecipazione del sindaco e degli assessori alle serate e alla programmazione. Bene o male siamo sempre riuscito a fare quasi un pieno con entrambi gli spettacoli, certo abbiamo assistito ad un calo per il sabato, magari non così avvertibile la domenica”.

A. G.

 

 

 

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