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SUOR ROSEMARY A LECCO:
LA DONNA CHE RIDÀ SPERANZA
ALLE BAMBINE SOLDATO IN UGANDA

suor rosemary ugandaLECCO – La religiosa ugandese Rosemary Nyirumbe ospite martedì alla “Casa dell’Economia”. L’incontro, promosso dalla editrice Emi in collaborazione con la Comunità di via Gaggio e l’ufficio per la pastorale missionaria di Lecco, ha aperto percorsi di comprensione su parte della realtà africana, attraverso la testimonianza di una donna che “Non smetterà mai di sognare in grande”.

Dialogando con la giornalista Anna Pozzi, suor Rosemary ha toccato i punti nevralgici della sua vicenda umana, saldamente intrecciata alla recente storia politica ugandese. Lo stato centrafricano è stato infatti teatro di una guerra civile che, a partire dagli anni ottanta, ha registrato trentamila morti, centomila minori ridotti in schiavitù e costretti a diventare soldati, oltre due milioni di profughi. Particolarmente crudele è stata la vicenda delle numerose bambine rapite dai ribelli dell’esercito di Resistenza del Signore e da loro trasformate in schiave del sesso.

suor rosemary uganda 2La sorte di quelle che sono infine riuscite a fuggire dai propri aguzzini presenta non poche complessità, soprattutto se divenute madri a causa delle violenze subite: socialmente ostracizzate e prive di istruzione, si sono ritrovate sguarnite degli strumenti economici e psicologici necessari ad affrontare la quotidianità. Sono queste le ragazze che suor Rosemary ha deciso coraggiosamente di accompagnare in un percorso di faticosa accettazione e guarigione dal passato.

Due le esigenze capitali a cui provvedere: il lavoro e l’istruzione come strumenti per acquisire dignità ed empowerment. È nata così, ad esempio, la famosa produzione di borse, ottenute tramite il riciclo di linguette di lattine. Partendo da uno scarto è possibile quindi creare una bellezza: fuor di metafora, partendo da un’esperienza umana lacerata dalla violenza, è possibile tornare a vivere una vita degna.

I. N. 

 

 

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