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SPORT E CULTURA KO A LECCO?
BRIVIO SI DIFENDE: “CI SIAMO
RIMBOCCATI LE MANICHE…”

brivio serata sportLECCO – “Una città morta dal punto di vista culturale e impossibilitata a praticare sport a causa di strutture vetuste? A giudicare dalla risposta che abbiamo ricevuto dalle associazioni culturali e sportive che operano in città all’incontro organizzato per dialogare con loro mercoledì, verrebbe proprio da dire di no”.

Sono parole del sindaco Virginio Brivio, affidate alla sua newsletter settimanale.

“I problemi esistono, non ci nascondiamo – ammette Brivio -. Far fronte alla chiusura del teatro della Società e avere un centro sportivo che mostra tutti i segni del tempo, soprattutto nella parte esterna, di certo non è un vantaggio. Eppure, proprio a partire da questi ostacoli, che derivano da un’incuria più che ventennale, ci siamo rimboccati le maniche per trovare soluzioni che possano soddisfare i bisogni della nostra comunità. Una comunità molto attiva e presente su questi due fronti, con cui abbiamo aperto da sempre un dialogo e una collaborazione proficua. Gli esempi sono tanti e citarne uno vorrebbe dire scontentarne altri centinaia. Ma per tutti vale l’apertura dell’Amministrazione a condividere insieme un pezzo di strada per raggiungere nuovi obiettivi”.

bione progetti“Vorrei qui porre l’accento – aggiunge il sindaco – su quanto stiamo facendo per il Centro sportivo comunale Al Bione. Proprio in questi giorni abbiamo affidato lo studio di fattibilità per la sistemazione della parte outdoor del centro, procedimento che porterà a un bando entro l’estate e la messa a gara dei lavori entro la fine dell’anno. Andremo quindi a farci carico (1,3 milioni di euro il finanziamento del Comune e 750mila euro di Regione Lombardia) della sistemazione (o creazione per le parti in cui non è presente) del sistema fognario, rifaremo gli spogliatoi e i campi esterni, vero “gap” del centro. Un impegno economico che va ad “alleggerire” il futuro investimento previsto dal progetto di finanza complessivo del centro, da cui abbiamo voluto stralciare la parte outdoor, uno perché non è più possibile rinviare gli interventi, due perché vogliamo rendere più “appetibile” la partecipazione del privato nella fase successiva, quella del project, visto che la parte “fredda” (l’esterno, per capirci) risulta meno redditizia e dunque riteniamo giusto che a farsene carico sia il pubblico. Un pezzo alla volta, il puzzle si sta completando”.

Mercoledì prossimo, 18 aprile, sempre alle 17.30 nella Sala Conferenza di Palazzo delle Paure incontro con i rappresentanti del mondo del lavoro e dell’economia.

 

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