“SOGNANDO A COLORI”, 4° ANNO
PER I PROGETTI LIVING LAND.
2000 GIOVANI PER IL TERRITORIO

Living landLECCO – Da ormai quattro anni il progetto Living Land ha coinvolto quasi duemila giovani in attività di riqualifica del territorio e di impegno sociale, e lunedì parte il programma di quest’anno con lo slogan “Sognando a colori”: dal 18 giugno al 27 luglio oltre quattrocento giovani tra i 15 e i 27 anni saranno impegnati nella cura e nella valorizzazione dei beni pubblici, turistici e culturali, nonché nell’accompagnamento dei minori in 29 comuni sul territorio e 20 enti tra musei, agriturismi, uffici, cooperative e associazioni.

Indice della conoscenza del progetto è l’altissimo numero di candidature, ben settecento per quattrocento posti, ricevute quest’anno: solo negli uffici turistici per un bando di 27 posti sono arrivate 113 candidature.

Living Land 1Alla vigilia del quarto anno, Living Land è quindi più attivo che mai: “Nel corso degli anni sono stati coinvolti duemila ragazzi e una larga schiera di enti pubblici, privati e del privato sociale” spiega Lorenzo Guerra, presidente del Consorzio consolida e capofila del progetto Living Land. Quest’anno, inoltre, l’iniziativa è riuscita a finanziarsi grazie alle risorse del territorio, private e pubbliche e delle imprese, senza avvalersi più del contributo di Fondazione Cariplo, segno del successo dell’attività. “La mole di enti e ragazzi che vogliono partecipare è in crescita: significa che il progetto è diventato patrimonio della comunità. Non è facile trovare esperienze simili sul territorio italiano” commenta Eleonora Cortesi, responsabile di Living Land su Lecco e Bellano.

Marco FaggianoLo slogan dell’anno scorso “Non manca il coraggio, non mancano i sogni” si concretizza nell’attuale “Sognando a colori”: “Sognare significa per i ragazzi essere protagonisti dei beni del loro Comuni, sentirsi capaci e avere la possibilità di ripartire, magari dopo un anno scolastico di scarso successo”, spiega Marco Faggiano, referente del progetto su Lecco. Il colore sarà al centro dell’attività pratica, come nella riqualificazione delle aiuole o la nuova veste che acquisteranno due sottopassi del Bione e di Rivabella, ridipinti dai ragazzi insieme a due street artist.

Molti gli intrecci dietro alla realizzazione del progetto: una realtà che si è costruita grazie alla collaborazione di Comuni, uffici turistici ed enti di vario tipo. “Coinvolgere quasi duemila ragazzi, attivare una rete di attori fatta da oltre cinquanta comuni, enti sociali, soggetti privati indica una strada da seguire anche per il prossimo Piano di Zona”, interviene Filippo Galbiati, presidente del Distretto di Lecco.

Cristina Bartesaghi

Dello stesso avviso anche Cristina Bartesaghi, sindaco di Abbadia Lariana e vice presidente dell’Ambito di Bellano: “Positiva l’esperienza di lavorare insieme tra Comuni per costruire progetti condivisi – spiega Bartesaghi -, un carico organizzativo non da poco, ma i risultati ricompensano abbondantemente: le comunità stesse vivono con positività queste esperienze che sfatano il pensiero diffuso che i giovani siano scansafatiche, poco rispettosi del territorio, incapaci di mantenere un impegno”.

E rivolge lo sguardo ai giovani come protagonisti attivi del bene comune anche Simona Piazza, assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili del Comune di Lecco: “Tante amministrazioni partecipano al progetto e questo permette di ribaltare il paradigma sui giovani: non sono portatori di bisogni, ma a loro viene data possibilità di esprimersi, sperimentare loro competenze. Ho visto tanta disponibilità nel mettersi in gioco in una comunità”.

living land ragazzi lavoro 5Living land è inoltre attivo tutto l’anno: 60 ragazzi sono stati impegnati in azienda durante, mentre altri 50 stanno terminando un progetto in realtò sportive. “Living Land è diventato un luogo, nonostante non abbia una sede: i giovani e le famiglie lo identificano come uno spazio dedicato ai ragazzi puntualizza Eleonora Cortesi -, incontriamo moltissimi giovani durante tutto l’anno, cerchiamo di accogliere i giovani e tentare di capire se ci sono nuove richieste per proposte nuove oltre ai progetti da rodati”.

L.L.

 

 

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