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SINDACATI: ANCORA 43MILA TESSERATI PER LA CGIL.
“PUNTO DI RIFERIMENTO A LECCO”

CGIL wolfango-pirelli-sergio-fassinaLECCO – La Cgil di Lecco “si conferma punto di riferimento sindacale” sul territorio. Le iscrizioni nel 2016 si mantengono infatti tendenzialmente stabili, superando ancora le 43mila unità e attestandosi a 43.641. C’è un lievissimo calo, pari allo 0,4% (161 persone) rispetto all’anno precedente, ma non manca la soddisfazione della Segreteria generale lecchese. “Sostanzialmente le iscrizioni alla nostra organizzazione tengono, ma rispetto al 2008, anno della crisi, siamo comunque in crescita – afferma il segretario generale Wolfango Pirelli –. Dovremmo comunque essere il primo sindacato sul territorio. Uso il condizionale perché rimaniamo gli unici ad avere una Camera del lavoro su una sola provincia. Un sesto degli abitanti lecchesi è iscritto alla Cgil, è comunque un ottimo risultato”.

I dati degli iscritti rispecchiano, ovviamente, il mercato del lavoro. Calano i dipendenti dell’industria “tradizionale” come Fiom e Filctem, mentre cresce Nidil (del 61,9%) così come Filcams, che diventa la seconda categoria tra gli attivi. “L’ultimo rapporto sul mercato del lavoro provinciale dice che la popolazione attiva in provincia è aumentata del 2% – spiega Sergio Fassina, segretario della Camera del lavoro –, la disoccupazione sta diminuendo e il dato complessivo degli occupati passa al 68%, una percentuale più elevata dei tempi pre-crisi. Il problema, però, è che parecchi lavoratori risiedono nel Lecchese ma lavorano fuori provincia, spesso a Milano. E si tratta per la maggior parte di laureati”.

Il lavoro sta cambiando, così come si nota dalla diminuzione dei contratti a tempo indeterminato. “Proprio per questo motivo ci aspettiamo che Nidil, la categoria che racchiude le nuove identità di lavoro, possa avere ancora molti più iscritti – indica Pirelli –. È passata da 215 nel 2015 a 348 lo scorso anno, ma può ancora aumentare molto. Questo anche grazie alla nuova legge sul lavoro autonomo che dà più diritti e quindi, nel caso non siano garantiti, una maggiore possibilità di sindacalizzazione”.

Il numero degli attivi iscritti al sindacato è 17.138, 88 in meno rispetto al 2015, ma ci sono ben 3.767 nuove adesioni. Lo Spi si conferma la categoria più numerosa, con 24.957 tessere nel 2016, registrando però un -217 dall’anno precedente. “Meno persone vanno in pensione, la Fornero sta dando i suoi effetti” sottolinea Fassina.

Aumentano invece i disoccupati, che passano da 1.402 a 1.546. Tra le categorie degli attivi al primo posto rimane la Fiom, con 6.081 iscritti, mentre al secondo posto balza Filcams, a quota 2.404. Fillea invece scende al terzo posto con 2.240 tessere nel 2016.

tabella-iscritti-2016

 

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