SIMONE FORTUNA, PERCUSSIONI
PER SAMUELE BERSANI, I MODÀ
E I 12.000 DELL’ARENA DI VERONA

simone fortuna batterista 4

CALOLZIOCORTE – Chi fosse stato all’ultimo concerto di Samuele Bersani al Teatro Dal Verme, Milano, ha magari notato il profilo giovanile e barbuto del percussionista dell’orchestra I Pomeriggi Musicali. Simone Fortuna, classe 1984, insegnante di percussioni all’Istituto Comprensivo di Calolziocorte e non solo, ha avuto il piacere di suonare per il rinomato cantautore italiano. Abbiamo deciso di incontrarlo, per fargli qualche domanda sulla sua esperienza come musicista e, perché no, come insegnante, dato il successo che i corsi musicali stanno riscuotendo negli ultimi anni.

Tra le sue collaborazioni più recenti ci sono il concerto con i Modà all’Arena di Verona nel settembre 2012, il concerto diretto da Nicola Piovani a Sant’Arcangelo di Romagna nel luglio 2013 e il tour italiano con Serj Tankian a Firenze, Padova e Roma nel settembre 2013. Per non dimenticare, appunto, la sua ultima performance con Bersani, da cui direi di iniziare.

Simone, come è andata l’esperienza con Samuele?

Lavorare con artisti importanti nel panorama musicale italiano e non solo è sempre emozionante e all’inizio quasi surreale per me. Ritrovarsi a suonare con quei cantanti che sei abituato a sentire solo in radio e che hanno scritto canzoni che ti riportano alla tua adolescenza crea sicuramente un attimo di disorientamento.
Nel suonare per Samuele Bersani, oltre alle sue canzoni, ho apprezzato i bellissimi arrangiamenti per orchestra, per cui mi sono dovuto preparare con un weekend di studio a casa, piacevole ed intenso. Poi, esibirsi in un teatro pieno fa sempre un certo effetto, anche se sai che il pubblico non è lì per te.

Samuele è stato uno dei cantanti con cui hai collaborato. Quali somiglianze e differenze trovi tra tutti? Chi di loro ti è sembrato avere una “consapevolezza” maggiore nell’uso artistico della propria musica?

Dai, non esagerare, non sono così tanti gli artisti importanti con cui ho lavorato. Ti posso dire che, sia Bersani che i Modà, e anche Serj Tankian, sono artisti veramente “alla mano” e per niente altezzosi. In tutti e tre i casi mi sono sentito a mio agio, abbiamo scambiato due chiacchiere e ho raccontato loro alcuni aneddoti personali legati alle loro canzoni.
Parliamo di veri cantautori, quindi ognuno di loro era molto attento all’esecuzione dei brani durante le prove. A Bersani, ve lo assicuro, non è sfuggita una nota durante tutta la settimana.

simone fortuna batterista 1Ci racconti qualche aneddoto o curiosità dal palco?

Guarda, una cosa che ricordo sempre con ironia ma, allo stesso tempo, con un po’ di terrore è l’inizio del concerto con i Modà all’ Arena di Verona. E’ stata l’unica volta che ho visto dalla parte del palco un pubblico di dodicimila persone ed ero tranquillo fino al momento in cui siamo entrati. A quel punto, il frastuono del pubblico mi ha talmente rapito che per metà del primo brano non so che cosa ho suonato!

Come dicevamo prima, Simone è un insegnante dell’istituto comprensivo di Calolziocorte dal 2009. In ambito didattico ha iniziato nel 2002 come insegnante di batteria e percussioni per vari Corpi Bandistici e per Scuole di Musica come la Amleto Livi di Milano o la Musica Insieme di Villa Guardia. Ha insegnato inoltre in varie scuole civiche di musica della provincia di Milano, così come in alcune scuole medie ad indirizzo musicale.

L’insegnamento della musica è cambiato di molto rispetto a quando tu stesso l’hai vissuto come studente? Come lo vedi all’interno della scuola? Credi che sia degnamente valorizzato?

Beh, io ho iniziato il conservatorio in prima media, quando ancora esisteva la possibilità di frequentare la scuola media annessa ad esso, quindi per me la musica ha sempre occupato una fetta importante della giornata scolastica. Ricordo che anche durante le lezioni di matematica o italiano era del tutto normale avere qualcuno che suonava o faceva delle prove nelle aule adiacenti.
simone fortuna batterista 3Fino al momento del mio diploma non sapevo neanche che esistessero le scuole medie a indirizzo musicale. Oggi penso che siano una grande opportunità per chi ha la fortuna di essere selezionato e farne parte per il triennio della scuola secondaria di primo grado. Quello che facciamo con i ragazzi riassume tanti aspetti importanti che vanno sviluppati in età adolescenziale: capacità motorie, capacità intellettive, d’aggregazione, di integrazione, di partecipazione ad un attività di gruppo, di sviluppo dell’istinto e dell’orecchio oltre ovviamente alla soddisfazione personale e alla conseguente crescita dell’autostima e della fiducia nei propri mezzi! Non credo sia giusto che ci siano scuole che possono offrire tutto questo ed altre invece no. Spero quindi che in futuro arriveremo ad estendere questa opzione a tutte le scuole e che sapremo valorizzare il lavoro dei docenti validi (e questo vale per tutte le materie) senza attribuirgli solo un numero inserito in una graduatoria.

E cosa ci dici dei ragazzi che partecipano alle lezioni o ai saggi scolastici? Li vedi coinvolti? La musica può essere un mezzo espressivo che colmi la loro difficoltà in altre materie?

Rispondere a questa domanda è particolarmente facile dopo un’annata bella come quella appena conclusa, ma non è stato sempre così! In realtà, i primi anni, sicuramente anche per colpa della mia poca esperienza, sono riuscito a coinvolgere tutti i ragazzi fino a un certo punto. Chi partiva con poca voglia di studiare arrivava alla fine dell’anno senza aver sviluppato quella voglia di far musica che adesso riesco sempre a tirar fuori dai miei allievi. Spesso i colleghi delle altre materie rimangono stupiti nel vedere anche gli alunni più disastrosi riuscire a partecipare attivamente ad un’orchestra di una cinquantina di elementi. Quindi sì, assolutamente in molti casi la musica fa esprimere i ragazzi in un modo che neanche loro si aspetterebbero dopo appena un anno di studio. Certo, non possiamo colmare le carenze linguistiche o grammaticali con la musica, ma se si trovasse il modo di contagiare il loro atteggiamento verso le altre materie con la passione che dimostrano quando afferrano lo strumento, allora avremmo scoperto un modo per riavvicinare le nuove generazioni all’esperienza scolastica.

Un grazie a Simone e alle sue risposte da tutta la redazione di Lecconews.lc e un grandissimo augurio per la sua carriera di insegnante e musicista.

P. S.

 

 

 

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