RICOSTRUITO IN TRIBUNALE
L’INCIDENTE DI VERCURAGO
IN CUI MORÌ GRAZIELLA BOLOGNIN

VERCURAGO – In quel drammatico giorno Graziella Bolognin potrebbe aver attraversato via IV Novembre a Vercurago col semaforo rosso. A.G., camionista civatese di 58 anni, la investì fatalmente ma il suo tir partì infatti col verde. La ricostruzione dell’incidente è stata fatta nel Palazzo di Giustizia di Lecco dove il giudice Enrico Manzi ha ascoltato i testimoni chiave, su tutti il vicecomandante della polizia locale di Vercurago.

La donna, sessantenne, lavorava alla Rsa Airoldi e Muzzi ed abitava a Vercurago, non distante dall’incrocio in questione. Al momento dell’incidente stava raggiungendo il parcheggio dove aveva lasciato l’auto. L’autista del tir, imputato di omicidio colposo, ha sostenuto fin da subito di essersi fermato al semaforo rosso ed esser ripartito una volta scattato il verde, senza aver notato che la signora si trovasse ancora sulle strisce pedonali. Versione avvalorata in aula dall’ufficiale di polizia.

Il processo è stato aggiornato a marzo, con nuovi testimoni da ascoltare.

 

 

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