RAPPORTO “MAL’ARIA 2015”:
LECCO BANDIERA NERA IN ITALIA
PER L’OZONO NELL’ATMOSFERA

malaria_2015-p01MILANO – I dati contenuti nel rapporto Mal’aria 2015 di Legambiente dimostrano come i livelli di inquinamento e di esposizione dei cittadini agli inquinanti atmosferici e al rumore siano ancora elevati e la sfida per garantire una buona qualità dell’aria che respiriamo è ancora lunga.

In Italia anche il 2015 si è aperto con diverse città italiane alle prese con alti livelli di PM10 nell’aria. In particolare sono oltre 32 i capoluoghi che hanno registrato, dall’inizio dell’anno ad oggi, più di un superamento della soglia massima giornaliera consentita ogni tre giorni e 14 in cui si è registrato un superamento un giorno su due. Non è questo il caso lecchese. le cui centraline di rilevamento, insieme a Como, Sondrio e Varese, non hanno mai segnalato superamenti.

L’allarme per il nostro capoluogo nasce invece dai dati riguardanti l’Ozono Troposferico (O3). In questa classifica il rapporto Mal’Aria 2015 riconosce a Lecco il tristissimo primato su base nazionale, con 83 giorni di superamento dei limiti quando il massimo consentito è 25 giorni.

L’Ozono troposferico è un gas fortemente ossidante e tossico se inalato in grandi quantità, irrita le vie aeree, gli occhi e può portare a diverse patologie cardio-respiratorie, particolarmente sensibili a questo inquinante sono quindi anziani, bambini e cardiopatici. Gli effetti sull’ambiente sono anch’essi elevati, l’ozono è infatti l’inquinante atmosferico di gran lunga più nocivo per la vegetazione perché ha effetti tossici sulle cellule, ostacola la fotosintesi e quindi la crescita e la vitalità delle piante. Sono state dimostrate perdite di raccolti nelle colture agricole fino al 15% a causa del solo ozono, e di conseguenza danni anche al patrimonio forestale.

I limiti previsti dalla normativa (D.Lgs. 155del 2010) per le emissioni di ozono troposferico (O3) consentono un massimo di 25 giorni di superamento della soglia giornaliera pari a 120 µg/m3 mediata su otto ore consecutive. Un quadro della situazione lo forniscono ancora una volta i dati raccolti da Legambiente per Ecosistema Urbano (XXI edizione – anno 2014, dati 2013). Il dato sui superamenti mostra una situazione critica nelle nostre città, con il 59% ad aver superato il limite (51 sulle 86 di cui sono disponibili i dati).

La situazione peggiore si è registrata a Lecco (83 giorni di superamento), valore ben tre volte superiore al numero di giorni consentiti, seguita da Udine (76) e Bergamo (75); criticità rilevate a Pavia (72), Modena (70), Mantova (67), Verona (66), Brescia, Piacenza e Varese (65), Bologna (64), Reggio Emilia e Vicenza (62) che hanno superato il limite di due volte e mezza. Monza (61), Parma, Treviso e Cremona (60), Torino (58), Lodi (55), Brindisi (53) e Catanzaro (51) hanno doppiato il limite dei giorni previsti. La maggior parte dei superamenti sono nelle regioni del NordEst e nell’area padana, ma non mancano casi al Sud (Brindisi e Catanzaro come visto precedentemente ma anche Siracusa (48), Potenza (44) e Matera (39). Ampiamente sopra il limite dei 25 superamenti si trovano anche le città toscane come Livorno (35), Firenze (31) e Grosseto (29).

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L’Italia, si legge nel rapporto, è anche il Paese con il più alto numero di morti premature dovute all’inquinamento da Ozono (EEA, Air quality report 2014): con circa 3.400 vittime all’anno (dato relativo al 2011), precede la Germania, la Francia e la Spagna. Per quanto riguarda le morti premature dovute alle polveri sottili (PM2,5), nello stesso anno l’Italia si attesta al secondo posto dietro solo alla Germania con circa 64.000 vittime. Anche per il monossido di carbonio il nostro Paese detiene un triste primato: le 9 stazioni di misura in Europa che hanno superato il limite di legge, sono tutte ubicate in Italia.

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> L’intero dossier Mal’ARIA 2015 è consultabile e scaricabile qui

C. C.

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