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PROVINCIA/LA “MINORANZA” SALVA
IL BILANCIO E LASCIA IL CONSIGLIO.
POLANO SENZA NUMERI SOSPENDE

flavio polano

LECCO - Animato consiglio provinciale mercoledì sera, all’ordine del giorno il voto sul Documento unico di programmazione e sul Bilancio di previsione 2017 dopo che ieri l’assemblea dei sindaci ha dato parere favorevole.

Il presidente Polano prima delle dichiarazioni di voto ricorda i clima sereno nella riunione di 24 ore prima e sottolinea come i sindaci abbiano dato parere favorevole agli sforzi della Provincia. ”Ha vinto il partito dei sindaci” ha affermato il sindaco di Malgrate.

provincia minoranza

Parole che non sono piaciute alla minoranza di Libertà e autonomia e Lega nord: “Presidente, lei è in minoranza in Provincia e lo sarebbe stato anche ieri – risponde dal centro destra Antonio Pasquini -. Si dimentica che ha un’opposizione costruttiva. I sindaci hanno votato a favore per permettere l’esecuzione delle opere da mettere in calendario entro al fine dell’anno”. ”Astensione tecnica” quella dei leghisti, che lamentano troppi punti critici nel bilancio. “Politicamente una bocciatura” chiosa Stefano Simonetti.

La minoranza ha così deciso di astenersi sul bilancio, un ultimo gesto di responsabilità prima di abbandonare l’aula e far mancare il numero legale al proseguo della sedura. Rimarcando in questo modo il ruolo imprescindibile del centrodestra per l’amministrazione. Il presidente Polano, espressione mai come in questo momento di una “non-maggioranza”, non ha potuto fare altro che sospendere la seduta.

Una amministrazione provinciale di centrosinistra supponente e non al contatto con al realtà ha potuto approvare il bilancio preventivo 2017 grazie alla responsabile presenza in aula dei gruppi di centro destra.
Singolare e inopportuna la presunzione del presidente Polano che non ha ancora compreso di essere minoranza in provincia di Lecco.
Per tale motivo i gruppi di centrodestra sull’ultimo punto all’Odg hanno abbandonato l’aula, conseguentemente il consiglio provinciale è chiuso.
Polano non deve abusare del nostro senso di responsabilità, e dai sindaci che rappresentiamo.

I.N.

 

 

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