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PROTEZIONE AMBIENTE E ANIMALI:
È MORTO IL CORPO FORESTALE,
FINITO “SOTTO” I CARABINIERI

forestale-carabinieri-autoLECCO – Il 2017 inizia con la fine del Corpo Forestale dello Stato. 196 anni di storia e professionalità al servizio dell’ambiente e degli animali stroncati dalla riforma della pubblica amministrazione del governo Renzi.

La gran parte degli agenti forestali, circa settemila professionisti tra uomini e donne, finiranno militarizzati sotto l’arma dei Carabinieri, un numero irrisorio andrà invece a rinforzare Vigili del Fuoco e Polizia dello Stato. Il timore è che saranno compromesse le carriere di molti agenti e probabilmente disperse numerose competenze acquisite sul territorio. Approvata a giugno, non sono servite le rimostranze dei forestali e dei loro rappresentanti sindacali a fermare la riforma, e col primo gennaio 2017 questa è entrata pienamente in vigore.

Nato nel 1822 come corpo specializzato nella salvaguardia dei boschi del Regno di Sardegna, il Corpo Forestale dello Stato contava fino a ieri 7.563 unità distribuite in tutta Italia ad esclusione delle Regioni a statuto speciale. Specializzato nella difesa del patrimonio agro-forestale italiano, nella tutela dell’ambiente e del paesaggio e nel controllo sulla sicurezza della filiera agroalimentare, concorreva anche all’espletamento di servizi di ordine e sicurezza pubblica ed al controllo del territorio, con particolare riferimento alle aree rurali e montane.

combattimento cani pesaro forestale 3Forza di polizia specializzata ad ordinamento civile, la riforma ha imposto la “militarizzazione forzata” dei suoi componenti, scatenando non poche polemiche sino ai ricorsi degli stessi agenti e delle rappresentanze sindacali. Critiche anche le associazioni animaliste, che perdono punti di riferimento per le istanze loro più care. Tra le forze politiche ad opporsi alla soppressione del CFS i soli Cinque stelle.

Altrettanto grave la perdita della capillare presenza sul territorio del corpo. La riforma prevede infatti la chiusura di numerose caserme, verrà meno quindi quell’aspetto fondamentale per la prevenzione dei reati ambientali e il controllo dell’attività venatoria nel quale il CFS si è sempre distinto.

Assai criticato anche il risparmio che l’assorbimento del Corpo nell’arma dei Carabinieri porterebbe alle casse dello Stato, motivazione “forte” della riforma Madia. Stipendi da parificare (i carabinieri infatti guadagnano più dei forestali), parco mezzi da aggiornare, passaggi burocratici…

andrea turco forestaleNell’ultimo anno i forestali del comando di Lecco, da anni guidato da Andrea Turco, hanno preso parte a due maxi indagini che si sono spinte ben oltre i confini locali. L’operazione “Oro dell’Est” ha portato a sgominare un traffico illegale di cuccioli di cani di razze pregiate che dall’Ungheria arrivavano in Lombardia per essere venduti coinvolgendo anche dei veterinari. Dalle Marche si è mossa invece l’indagine sul giro di combattimenti clandestini tra cani e cinghiali che ha portato a sequestrare due cani a proprietari lecchesi. Vi sono poi stati diversi interventi su incendi, con personale ma soprattutto con l’elicottero. Al Nipaf lecchese (Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale) vanno attribuite inoltre le indagini sullo scandalo valsassinese del “non Parco delle Betulle”.

Restano ancora da conoscersi il destino degli edifici, dal comando in città alle caserme, e in che modo non andranno disperse le competenze che le divise verdi hanno acquisito negli anni di lavoro sul territorio lecchese.

C.C.

 

 

 

 

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