PROCESSO METASTASI/IN AULA
I TESTIMONI DELLE DIFESE.
ANCHE L’EX ASSESSORE MAZZOLENI

tribunale lecco 11LECCO – La parola ai testimoni delle difese di Claudio Crotta, Antonino Romeo, Massimo Nasatti e Saverio Lilliu, i quattro dei sette imputati arrestati nell’aprile 2014 a seguito dell’inchiesta “Metastasi”, coordinata dalla Procura di Milano, sulla presunta locale lecchese affiliata alla ‘Ndrangheta guidata da Mario Trovato.

Nell’udienza di questa mattina, lunedì 29 giugno, il primo a sfilare davanti al collegio giudicante presieduto dal giudice Enrico Manzi e al pubblico ministero Bruna Albertini, è stato Martino Mazzoleni, l’ex assessore al Territorio e all’Urbanistica del Comune di Lecco, in carica dal 2010 a pochi giorni fa, chiamato dagli avvocati Patrizia e Marilena Guglielmana che difendono Crotta. Al centro della sua testimonianza la questione legata alla strada ad Arquate, stralciata dal Piano regolatore nel maggio 2011, una delle pratiche sulla quale sarebbe intervenuto con continue pressioni il consigliere Ernesto Palermo.

“Nel corso della commissione si è parlato dell’inutilità della strada – ha raccontato in aula Mazzoleni – che avrebbe collegato due zone residenziali, quindi di scarso interesse produttivo, e oltretutto sarebbe dovuta passare sotto il Santuario della Madonna di Lourdes, un luogo di aggregazione per la comunità. Così si è deciso di togliere la strada dal Piano regolatore e dal futuro PGT, ai tempi ancora in fase di elaborazione”.

È stato, poi, il turno di Saverio Napolitano che lavorava con Crotta e ha spiegato la sua attività:”Mi occupavo del giro nei locali, scaricavo le slot machine”. E alla domanda “Conosceva Mario Trovato”, Napolitano ha risposto di averlo visto al Petit Cafè che sapeva essere gestito da una russa – la donna di cui parla è Alexandra Ivashkova, compagna di Mario Trovato – e ha negato di aver ricevuto richieste di denaro da Trovato o pressioni da altre persone.

L’avvocato Vito Zotti, difensore di Saverio Lilliu (uno dei soci della Lido di Parè Srl), ha poi chiamato i testimoni da lui citati. “Un ferraiolo modello, gran lavoratore, serio e onesto”: questa l’immagine che è emersa dal racconto di Marco Zani, Stefano Gilardi, Italo Checuz, Pietro Mapelli e Vito Gallo, datori di lavoro che hanno descritto il 52enne originario di Guasila, in provincia di Cagliari, come un lavoratore professionista e preparato. Sono stati ascoltati anche i familiari. A parlare davanti al collegio lo zio della compagna Luigi Sailis, la sorella Simonetta Lilliu e Paola Cirina, sua convivente da 11 anni. Quest’ultima in particolare ha raccontato lo stile di vita condotto dalla coppia: ”Vivevamo normalmente, entrambi lavoravamo, e cenavamo la sera insieme. Non abbiamo mai fatto vacanze, né cena in ristoranti di lusso e non avevamo vizi – ha detto Paola Cirina –.Entrambi avevamo un mutuo da pagare e con l’arresto le difficoltà sono aumentate così i miei genitori sono venuti a vivere da me e mi stanno aiutando”. Anche lo zio di Paola Cirina, Luigi Sailis ha raccontato di aver aiutato economicamente la nipote e il nipote acquisito:”Io e mia moglie abbiamo prestato 15mila euro che ci sono stati restituiti un po’ alla volta. Che io sappia vivevano del loro lavoro come tutti”. La sorella Simonetta ha confermato di aver aiutato in più di un’occasione il fratello:”Si è sempre spaccato la schiena e con il lavoro che fa potevano capitare momenti di crisi. Io l’ho sempre aiutato e non ho mai voluto che mi restituisse i soldi prestati”.

Nel corso della prossima udienza, l’ultima prima della pausa estiva, ci sarà l’audizione dei testimoni della difesa fissata per il 16 di luglio a partire dalle 12.

 

 

 

 

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