OLTRE UN DECENNIO DI CROSSING,
ANALISI SU UN PROGETTO
PER IMMIGRATI DI 2ª GENERAZIONE

Fare strada

LECCO – Ci sono gli incompiuti: sono i più fragili perché hanno abbandonato la scuola senza aver ottenuto un titolo di studio. Ci sono i parcheggiati, che prolungano per un tempo indefinito il percorso universitario. Ci sono poi i non attrezzati e i frammentati: i primi con in mano un titolo di studio non rispondente alle esigenze di mercato, i secondi con un bagaglio di esperienze professionali limitate e magari in nero. Ci sono da ultimo quelli che stanno sulla linea di partenza. Garantiti da un buon titolo di studio e da competenze trasversali, hanno solo bisogno di una buona occasione.

Un semplice elenco di etichette da applicare ai giovani in rapporto al mondo del lavoro? Non esattamente. Si tratta piuttosto dell’analisi che la Comunità di via Gaggio ha sviluppato a partire dall’esperienza con i ragazzi che hanno attraversato e abitato il progetto Crossing. dedicato ai giovani stranieri di seconda generazione del territorio.

“L’obiettivo di Crossing è di essere un supporto per diventare protagonisti della propria vita”, ha subito ricordato padre Angelo Cupini. È un progetto nato perché ogni ragazzo potesse “prendere parola su di sé e scoprire le proprie potenzialità” e perché per ognuno ci fosse “la possibilità di imparare un metodo di vita, per diventare protagonisti responsabili”.

crossing - comunità via gaggioA distanza di più di dieci anni dall’avvio del progetto, è però necessario approfondire quali siano i percorsi umani e lavorativi che i ragazzi di Crossing hanno intrapreso in seguito al ciclo di studi superiori. Per questo motivo è stato loro proposto un questionario – a cui per ora hanno risposto una trentina di giovani entro i 26 anni – in cui descrivere non solo il lavoro o gli studi scelti ma anche i sogni e le aspettative per il futuro. Il dato rilevante che emerge è che – se il 50% di questi ragazzi lavora ed il 15% studia – un consistente 25% sta contemporaneamente studiando e lavorando. “Questo fatto mi colpisce, perché significa che i ragazzi hanno un progetto di investimento su di sé importante”, commenta il sociologo Massimo Campedelli. Certamente per tracciare un bilancio organico bisognerà attendere di avere a disposizione almeno 150 questionari. Ma già da ora si può affermare questo: Crossing è stato fuor di dubbio fermento generativo in almeno 30 vite.

I. N.

 

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