NOMINE DEGLI INSEGNANTI,
ANCORA TROPPE PROBLEMATICHE SECONDO LA CGIL DI LECCO

INSEGNANTI AL FIOCCHILECCO – Più di un migliaio di docenti di ogni ordine e grado, inseriti nelle graduatorie concorsuali e nelle Gae, hanno affollato ieri e oggi il plesso di via Belfiore dell’istituto Fiocchi di Lecco per le nomine. Nonostante la procedura venga realizzata un mese prima rispetto a qualche tempo fa, per non avere buchi a inizio anno scolastico, i problemi non mancano. “Intanto ricordiamo che tutte le nomine non vanno comunque a coprire i fabbisogni delle scuole – afferma Michela Magni, segretaria generale Flc Cgil Lecco – quindi si dovrà attingere nuovamente a un buon numero di precari, perché nonostante tutti i proclami del Governo, il precariato è ancora ben radicato in questo settore”.

Il problema più grave è, però, rappresentato dalla mancanza di insegnanti con la specializzazione nel sostegno.

“Abbiamo pochissimi docenti specializzati – prosegue Magni –, quindi poi verrà preso personale senza i giusti requisiti per gestire un ruolo che non è per nulla semplice. Non è neppure garantito il rapporto uno a uno, quindi ci sono insegnanti non specializzati che  gestiranno situazioni complesse anche su più studenti. Non è certamente una disfunzione da imputare agli insegnanti stessi, che seppur precari ogni anno garantiscono il buon funzionamento degli istituti. È il Ministero che dovrebbe prendersi maggiormente in carico la cura dei diversamente abili attraverso l’attivazione di percorsi di specializzazione per i docenti. All’interno degli istituti sono presenti educatori individuati dagli enti locali su richiesta dei dirigenti scolastici per sopperire alla mancanza di docenti specializzati sul sostegno”.

La Flc lamenta anche una “carenza di dirigenti titolari all’interno degli istituti, che in alcuni casi soffrono anche della mancanza di direttori dei servizi generali amministrativi”. Anche quest’anno molti presidi si troveranno a dover gestire altri istituti scolastici in reggenza. “Sarebbe opportuno che il Ministero si attivasse, bandendo i concorsi per entrambe le figure – chiarisce Magni –. A tutto questo si aggiunge una carenza di strutture idonee che spesso disattendono alle norme. Comuni e Provincia dovrebbero investire per garantire la massima sicurezza nelle scuole”.

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