“NESSUN LIMITE AGLI ODORI
PER LA CARTIERA DELL’ADDA”.
L’ESPERTO PARLA A CALOLZIO

INCONTRO CARTIERA CALOLZIO (1)CALOLZIOCORTE – Cosa significa vivere vicino ad una cartiera? Questa la domanda a cui l’associazione calolziese L’Altra Via ha tentato di rispondere, attraverso l’intervento di Marco Caldiroli di Medicina Democratica.

L’esposizione di Caldiroli si è concentrata sulle direttive europee a cui l’impianto di Calolziocorte è soggetto. A partire dal 2010 la Commissione Europea si è fatta carico di imporre alle aziende – per quanto riguarda emissioni ed efficienza energetica – un approccio integrato, che è garantito tramite il rilascio di un’Autorizzazione Integrata Ambientale. La concessione di tale AIA è peraltro legata all’utilizzo da parte dell’azienda delle cosiddette MDT, cioè Migliori Tecnologie Disponibili.

cartiera dell'addaIn particolare, è stato toccato il tema delle “emissioni odorigene“, causate dallo stoccaggio dei rifiuti, dal trattamento delle acque, dall’inserimento di un impianto di digestione anaerobica e dal recupero di fanghi. A questo proposito Caldiroli precisa: “Nell’AIA rilasciata alla Cartiera dell’Adda non sono presenti indicazioni che limitino le emissioni odorigene né sono previste forme di monitoraggio”.

L’incontro tuttavia, come più volte ribadito da Dario Consonni, non si era prefissato come precipuo obiettivo quello di premere per “chiudere o spostare gli stabilimenti della Cartiera dell’Adda”.

INCONTRO CARTIERA CALOLZIO (2)

L’invito rivolto ai cittadini è stato infatti di segno positivo e propositivo: non si tratterebbe tanto di montare un sistema di protesta, quanto piuttosto di “mettersi a studiare i dati e pretendere di essere informati”. Il diritto ed il dovere all’informazione – ovvero la possibilità di accedere alla documentazione relativa alla Cartiera depositata presso gli enti pubblici e quindi di partecipare al riesame dell’AIA – costituirebbero l’unica via di accesso ad un dibattito realmente efficace e volto alla tutela dell’ambiente e della popolazione.

I. N.

 

 

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