MUSULMANO E GAY, DA LECCO
L’INIZIATIVA DI CORAGGIO GLOBALE
ORA È LIBRO E DOCUMENTARIO

edfLECCO – Wajahat Abbas Kazmi è un ragazzo pakistano, in Italia dal 1999 ed è gay. Quando a 14 anni lascia il Pakistan con la sua famiglia per venire in Europa, entra in contatto con un mondo e una cultura completamente diversi da tutto ciò a cui era stato abituato. Questo gli dà, nel tempo, il coraggio di fare coming out con la sua famiglia e, più avanti, lancia una campagna che farà il giro del mondo: #AllahLovesEquality.

Mercoledì sera, alla serata organizzata dalla sempre propositiva Libreria Volante, in collaborazione con le associazioni Il grande colibrì e Renzo e Lucio Lecco Glbts, ha presentato insieme al co-autore Michele Benini il libro “Allah Loves Equality: si può essere gay e musulmani?”, tratto dall’omonimo documentario girato in Pakistan realizzato dal regista Kazmi, Benini ed Elena de Piccoli che ha collaborato anche alla stesura del libro.

Allah Loves EqualityIl documentario e il libro nascono per raccontare la campagna che, a sua volta, sorregge un nobile obbiettivo: sfatare il mito che Dio e, nello specifico, Allah odia gli omosessuali. Nel loro libro, gli autori raccontano la vita reale degli omosessuali e dei transessuali in Pakistan, senza pregiudizi, luoghi comuni o semplificazioni eurocentriche.
La lotta contro l’omofobia nell’Islam è sempre più viva e sentita e gli attivisti in Pakistan compiono atti di eroismo ogni giorno: “Noi musulmani in Europad – commenta Wajahat – dobbiamo dare il coraggio ai musulmani Lgbt. Si può essere gay e musulmani e io volevo dare voce a queste persone, volevo aprire un dialogo”.

Grazie alla campagna, molti ragazzi hanno trovato rassicurazione e coraggio, scoprendo che non esiste bipolarismo tra omosessualità e Islam: “Le persone mi dicevano che non avevano mai sentito che si potesse essere gay e musulmani. Questa è una figata!“, aggiunge il regista. Durante la sua lotta, Wajahat non si è mai sentito lontano da Allah ed è proprio grazie alla sua fede che ha potuto dialogare con il mondo musulmano affermando con forza che Dio non è omofobo, che Dio, appunto, ama l’uguaglianza.

 M.S.

 

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