“METASTASI”, IL SINDACO BRIVIO
PARLERÀ A PORTE CHIUSE.
È LECITO O SCONVENIENTE?

quileccolibera logoLECCO – Prevista domani l’audizione del sindaco di Lecco Virginio Brivio alla Commissione di controllo in merito al suo coinvolgimento nei fatti di Metastasi, indagine dell’Antimafia milanese per la quale è in corso l’omonimo dibattimento nelle aule di Giustizia.

L’associazione Qui Lecco Libera pone però l’attenzione su alcune “incoerenze” e alcuni aspetti discutibili che rischiano di trasformare la relazione del sindaco in un’occasione sprecata. Innanzitutto la decisione di operare a porte chiuse; non sfugge poi la presenza in commissione del consigliere Invernizzi; e ci si chiede infine cosa trattenga il primo cittadino da un aperto e chiarificatore confronto pubblico.
A tre mesi dalla (ri)elezione.

Gentile redazione,

domani, 13 febbraio, il sindaco di Lecco riferirà finalmente al Consiglio comunale, e quindi alla Città, del suo coinvolgimento nei fatti di Metastasi. Purtroppo, però, quella che potrebbe sembrare una buona (e tanto attesa) notizia è in realtà l’ennesima dimostrazione di incoerenza e scarsa trasparenza. Virginio Brivio, infatti, dirà la sua nelle stanze della Commissione controllo e garanzia, che pare voglia operare in segretezza. Il regolamento del consiglio comunale (art. 22), però, non ne prevede alcuna “obbligatorietà”, salvo nel caso in cui i commissari accedano ad atti riservati.

E che cosa c’è di riservato nella posizione di Brivio? Nulla. Peraltro il Comune di Lecco si è costituito parte civile nel processo, avendo già a disposizione gli atti. Si tratta quindi di un banale (e inventato) pretesto per negare ancora una volta un’occasione di trasparenza alla Città. Ed è per questo che ci appelliamo alla presidenza dell’avv. Martini affinché una prassi sbagliata non prevalga, garantendo a consiglieri e pubblico di avere piena e corretta informazione. 

Facciamo notare inoltre che alla commissione controllo e garanzia appartiene anche il consigliere di Appello per Lecco Alberto Invernizzi, già progettista del Lido di Paré per conto dell’ex consigliere eletto nel Pd Ernesto Palermo e compagnia. Si asterrà?

In ogni caso: perché il sindaco di Lecco non accetta un confronto pubblico, trasparente e aperto sui fatti (penalmente irrilevanti ma politicamente abnormi) che lo riguardano? Chiarendo ad esempio la natura della sua indebita mediazione politica ed economica tra l’ex collega Rusconi e la Lido di Parè, o i suoi “discreti” sms con Palermo, o la sua preoccupazione per l’interessamento della Corte dei Conti sul contestato affidamento del Lido nell’estate 2011.

Caduta la scusa delle “indagini in corso” opposta in primavera-estate-autunno, qual è oggi il suo alibi?
 
Qui Lecco Libera
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