MERAVIGLIE AD ALTA QUOTA:
A LECCO FERRAGOSTO SA DI MAGIA

LECCO – Dal 16 al 18 agosto la città diventerà un enorme palcoscenico a cielo aperto, ospitando la prima edizione del Festival delle meraviglie ad alta quota. Danza verticale su edifici, di parate di trampolieri e molto altro. Tre giornate quindi che inviteranno la cittadinanza a mettersi “con la testa all’insù”, come recita il sottotitolo del Festival. Sono previste tre parate alle 18 nel centro della città e tre spettacoli alle 21 in piazza Garibaldi: a esibirsi sarà una cordata di compagnie teatrali guidata dall’associazione culturale Circo e dintorni.

“Proponendo questo Festival, abbiamo voluto lavorare su due fronti” spiega il vicesindaco Francesca Bonacina. Da un lato, l’amministrazione intende “valorizzare la città attraverso eventi di intrattenimento e insieme di cultura e arte. Abbiamo scelto di dedicare l’evento alla verticalità perché è un elemento attrattivo e distintivo di Lecco, dalle montagne agli edifici come il Matitone”. Dall’altro lato invece, la scelta delle date non è certo casuale, perché “vorremmo evitare che agosto sia il mese sotto tono dell’estate. Agosto deve essere invece un momento di opportunità”. Il Festival sarà quindi l’occasione per richiamare residenti e certamente turisti. A tutti gli effetti “una sfida, perché sappiamo che sul turismo Lecco deve crescere ancora molto”, chiude Bonacina.

Direttore artistico della rassegna è Alessandro Serena, docente di Storia dello spettacolo circense e di strada ma soprattutto nipote di Moira Orfei: “Sono un ex bambino del circo, con le scarpe sporche di segatura. Sono nato nella meraviglia e sono cresciuto immerso in questo concetto”, si presenta. Illustrando il programma, Serena sottolinea che le performances a cui il pubblico assisterà “tentano di raccontare una storia o una sensazione. Si tratta di artisti molto raffinati, che studiano coreografie con un vero e proprio sviluppo drammaturgico”. L’arte circense infatti “non è solo talento ma soprattutto disciplina e costanza”, ribadisce Serena. E conclude rilanciando la profonda vocazione del Festival: “sarà un invito a guardare in alto, non per alienarsi dal presente ma per ricordarci che questo può essere vissuto più dolcemente e con un pizzico di magia”.

Qui il programma completo in formato Pdf, disponibile a questo link anche in inglese e tedesco.

I. N.

 

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