MAZZETTE IN COMUNE: IL PM
CHIEDE SEI ANNI A TESTA
PER CASTAGNA E SORRENTINO

sorrentino e castagna in manette

LECCO – Sei anni di condanna per entrambi gli imputati con le accuse di concussione e concorso in concussione. È la richiesta del Pm Silvia Zannini nei confronti del geometra comunale Maurizio Castagna, tecnico di Palazzo Bovara, e dell’ex consigliere leghista, l’odontotecnico Francesco Sorrentino.

Tre ore di requisitoria nel Palazzo di Giustizia lecchese necessaria al sostituto procuratore per ripercorrere nel dettaglio la vicenda che ha portato all’arresto dei due imputati e al processo incentrato sulla presunta mazzetta destinata a Castagna veicolata da Sorrentino quale mediatore per ungere una pratica edilizia.

tribunale lecco 11“La vicenda inizia nel 2006 – spiega il vice-procuratore Silvia Zannini – quando Marco Rota – la parte offesa rappresentata in questo procedimento dall’avvocato Rivolta –, comproprietario assieme ad una zia e ad una cugina di una casa ad Acquate, decide di ristrutturare l’immobile, finanziando questo intervento tramite la costruzione nella sua proprietà di 42 box auto, cedendone 30 alla ditta costruttrice e vendendone dodici ad altrettanti privati, operazione possibile solo dopo un provvedimento del Comune di Lecco che avrebbe dovuto ‘spertinentizzare’ questi garage dalla proprietà di Rota e annetterli ad altri immobili e vista la complessità dell’iter, il proprietario ha nominato un architetto che lo supportasse nella pratica.

PALAZZO BOVARA LECCODopo alcuni anni – nel 2012 – il Comune comunica a Rota l’impossibilità di procedere per il mancato rispetto dei confini della sua proprietà: nel costruire la rampa di accesso ai box ha infatti occupato il suolo comunale; un errore non poco diffuso, riconducibile al mancato aggiornamento delle mappe catastali. Nel dicembre dello stesso anno l’ufficio Viabilità comunica al proprietario gli interventi da porre in essere come ‘compensazione’ di questo errore, elencandoli ma non quantificandoli. A maggio dell’anno successivo Rota comunica di impegnarsi a svolgere questi lavori e chiede l’autorizzazione al Comune, da cui a ottobre tramite l’ufficio Patrimoniale arriva una richiesta di 25mila euro per compensare quell’occupazione. La richiesta era però derivata da una mancanza degli uffici che non avevano quantificato il valore degli interventi realizzati dal privato, solo a gennaio del 2014 l’ufficio Patrimoniale rettifica, riducendo a 1867 euro la cifra da corrispondere per Rota, che prontamente versa.

MINERVINIA questo punto l’iter dovrebbe proseguire in consiglio comunale, in un panorama che però si presenta confuso e contraddittorio, circostanza che aveva spinto Rota, già nel 2013, a nominare un professionista che lo assistesse: l’avvocato Giovanni Minervini – che per il reato di concorso in concussione ha patteggiato una pena di due anni e otto mesi –. Minervini dapprima cerca di semplificare la procedura interfacciandosi con i referenti dei tre uffici comunali che avevano in gestione la pratica di Rota e il geometra Maurizio Castagna spiega all’avvocato che servono circa nove/dodici mesi per espletare la costituzione della servitù di passaggio, a nulla sono valsi i tentativi di individuare iter alternativi messi in campo da Minervini. A questa intricata situazione si aggiunge un decreto ingiuntivo di quasi 700mila euro che la ditta costruttrice muove nei confronti di Rota.

Nell’occasione di un viaggio assieme Minervini racconta a Francesco Sorrentino, professione odontotecnico, della intricata vicenda di Rota, scoprendo così che il conoscente, oltre che essere molto ferrato in materia, gode di un rapporto privilegiato con Castagna, dell’ufficio Edilizia privata. Da quel momento Sorrentino diventa un interlocutore privilegiato per Minervini e non solo per la pratica Rota. Infatti tra l’avvocato e il tecnico comunale non ci sono più stati rapporti diretti, se non i pochissimi in sede ufficiale, da quel momento diventa essenziale il ruolo di Sorrentino in quanto intermediario tra i due.

Ed è proprio nel febbraio 2014, dopo il veto di Castagna a procedere con il metodo più veloce per ottenere la servitù, che Minervini torna a rivolgersi a Sorrentino il quale gli risponde ‘ci penso io’ e poi: ‘metti qualche soldo in una busta e invece che in un anno ce la caviamo in qualche mese, sai com’è fatta quella gente lì’. E poi dà delle disposizioni precise sulle modalità di pagamento. A questo punto il legale contatta il suo assistito e fissa un appuntamento con lui per la sera del 10 febbraio, accogliendo Rota non ufficio ma in strada apostrofandolo con le parole ‘Di certe cose sarebbe meglio parlarne in un prato’, per poi continuare il discorso al bar Kristal, dove gli ha spiegato che per non far arenare la pratica per un altro un anno sarebbe stato necessario pagare 10-15mila euro a ‘gente del Comune’, partendo da un acconto di due o tre mila euro.

guardia finanza indagineIl giorno dopo Sorrentino chiama Minervini, che a sua volta mette pressione a Rota, il quale sentendosi schiacciato da questa situazione il 17 febbraio 2014 decide di sporgere denuncia alla Guardia di Finanza, a partire da questo momento prende avvio l’attività di indagine, che ha potuto certificare la fitta rete di contatti tra Sorrentino e Castagna, tra Sorrentino e Minervini, mai tra Minervini e Castagna. I tre si davano del tu – sottolinea Zannini – usando diminutivi e toni confidenziali, a dimostrare la consuetudine del rapporto, quanto meno telefonico. I modi utilizzati tra gli interlocutori sono sempre stati cordiali, ma che Sorrentino non operasse in nome di una filantropica disposizione lo dimostra una sua frase, pronunciata a proposito della pratica Ats 10: ‘Una volta che hai portato a casa la nomina dei lottizzanti tu me la devi far vedere – dice a Minervini – per qui non si lavora gratis per un cazzo di nessuno’. Questo genere di conversazione subisce poi un improvviso arresto, sia qualitativo sia quantitativo, all’inizio dell’aprile 2014 in concomitanza con gli arresti dell’operazione Metastasi: i colloqui diventano più ambigui e sfuggenti, la trattazione di alcuni temi è rimandata a conversazioni personali.

Il tempo passa e Sorrentino si rivolge a Castagna di frequente, per sottoporgli le domande di Minervini e le questioni riguardanti la pratica Rota, Castagna a sua volta elargisce indicazioni e risposte, compila per lui documenti e tutte le pratiche che lo riguardano sono a portata di mano, in mezzo a migliaia, nell’ufficio e sul desktop del Pc. Sorrentino dal canto suo si sdebitava con regali.

Rota nel frattempo si è faticosamente procurato una prima somma di denaro e il 9 aprile di tre anni fa contatta il suo avvocato che gli dà appuntamento per il 14 di quel mese, appuntamento a cui si reca dopo essere passato dalla Guardia di Finanza che ha fotocopiato le banconote. Sorrentino intanto nelle sue conversazioni telefoniche inizia a chiamare in causa l’allora compagno della sorella di Minervini il quale avrebbe un debito con l’ortodontista per un lavoro professionale di quest’ultimo.

Risultati immagini per 500 euroRota incontra l’avvocato, gli consegna il denaro e questi lo rassicura sulla velocizzazione dell’iter burocratico. Il giorno dopo Minervini chiama il suo intermediario che nuovamente devia la conversazione sul fatto di doversi ‘scambiare quelle cose per i denti’. Il giorno dell’appuntamento Minervini – che navigava in acque difficili dal punto di vista economico – preleva 500 euro dalla busta e consegna i restanti 2mila a Sorrentino, che nell’androne del palazzo dello studio legale spartisce a metà la busta con l’avvocato, per poi chiamarlo dopo pochi minuti chiamando nuovamente in causa il cognato di quest’ultimo. La stessa sera Sorrentino si presenta a casa di Castagna, dopo averlo chiamato sul numero fisso senza successo e, con la scusa di consegnargli un idropulsore per la figlia, gli dà 500 euro.

SORRENTINO SGCDi poco dopo è l’intervento della pattuglia della Guardia di Finanza che, alla sua seconda richiesta, riesce a farsi consegnare il plico di banconote, oltre a rinvenire a seguito della perquisizione monete preziose, lingotti d’oro e 45 bottiglie di vino pregiato, ma nessun idropulsore nuovo.

La sera è il turno di Sorrentino che viene trovato in possesso di 6.500 euro, tra cui dieci banconote di Rota”.

maurizio castagnaAl 18 aprile 2014 risalgono la convalida degli arresti e la conseguente applicazione degli arresti domiciliari. “Questa ricostruzione – conclude il Pm – consente di dimostrare l’esistenza di un accordo tra i tre soggetti, che in concorso tra loro hanno costretto un soggetto privato a versare una somma al fine di svolgere una pratica presso un ufficio pubblico. È dimostrato così anche l’abuso di Castagna che ha subordinato lo svolgimento della propria attività ad un’indebita corresponsione di denaro, integrato anche dalla minaccia di prospettazione di un danno, col contributo materiale e morale di Sorrentino, che ha svolto un ruolo di mediatore”.

Le richieste del vice-procuratore sono state integrate da quelle dell’avvocato di Rota, parte lesa in questo procedimento, che ha quantificato “gli ingenti danni patrimoniali e il danno morale in 30mla euro” che ha chiesto rientrino nella pena.

Nessuna richiesta economica da parte di Marco Rigamonti, avvocato dell’altra parte civile di questo processo, il Comune di Lecco, che si è costituito unicamente contro Maurizio Castagna, “dal momento che il danno è già stato risarcito in sede di procedimento civile”. Comune che del resto ha scelto di reintegrare il tecnico imputato in attesa della sentenza definitiva, nonostante la legge non lo costringesse a farlo.

Manuela Valsecchi

 

 

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