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MARONI A LECCO: REFERENDUM
MA NON SOLO. TANTA GENTE
PER IL GOVERNATORE LOMBARDO

maroni_giugno2017_referendum013LECCO – Una sala gremita ha dato il benvenuto al governatore Roberto Maroni, in visita a Lecco per lanciare la propria campagna elettorale a favore del Sì al referendum consultivo del prossimo 22 ottobre quando i cittadini lombardi (e veneti) saranno chiamati alle urne.

Obiettivo, decidere se la Regione Lombardia debba o meno intraprendere “le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse”.

maroni_giugno2017_referendum009_flavio nogaraL’obiettivo del carroccio è chiaro: portare la gente a votare. “Se un lombardo va a votare e vota no è un fesso” ha sottolineato il segretario provinciale della Lega nord Flavio Nogara, intervenuto prima del presidente Maroni assieme a Giacomo Zamperini (Fratelli di Italia) e Davide Bergna (Forza Italia). Sì perché da un lato il referendum sta raccogliendo un consenso sempre più trasversale, con l’adesione di tutto il centro-destra e di diversi sindaci del Pd, e dall’altro è evidente che la partita “non si gioca sul sì o sul no – spiega Roberto Castelli, responsabile del comitato per il sì della Lega – ma sul portare a votare un numero di persone abbastanza alto per dare forza ai presidenti Maroni e Zaia quando andranno a Roma con le loro richieste. In questa lunga campagna elettorale – continua l’ex ministro – dobbiamo puntare a coinvolgere non i leghisti ma la società che sta fuori di qua”.

maroni_giugno2017_referendum_mauro piazzaL’idea di fondo è che la Lombardia sia “un’altra storia” per dirla con le parole del sottosegretario regionale Daniele Nava e che il referendum sia una “questione di giustizia”. “Noi siamo la regione che paga più di tutte – sostiene l’ex presidente della Provincia – e quella che riceve meno di tutte. I lombardi non possono andare avanti a remare anche per gli altri”. I temi forti della campagna referendaria rispolverano i grandi classici della Lega: “Vogliamo una gestione della spesa pubblica diversa – chiosa il consigliere regionale Mauro Piazza – perché il centralismo degli ultimi vent’anni non ha fatto bene al nostro Paese” e si rivolge con queste parole ai sindaci e agli imprenditori: “Voi avete provato sulla vostra pelle cosa vuol dire non avere risorse, cosa vuol dire non avere risposte”.

maroni_giugno2017_referendum015_daniele navaCosa andrà a chiedere al Governo Maroni, qualora venisse investito da un consenso sufficientemente consistente, è egli stesso a spiegarlo: “Noi chiediamo più autonomia, che vuol dire più competenze, innanzitutto in materia di sicurezza urbana, controllo del territorio e nel rapporto tra cittadini e chi viene da fuori, chiediamo le stesse competenze di cui godono le regioni a statuto autonomo. E poi chiediamo le risorse per poter gestire le nuove competenze: non chiediamo più soldi ma chiediamo di tenerci i nostri soldi. Questa è una cosa equa che aiuta e responsabilizza anche le altre regioni”.

maroni_giugno2017_referendum024_mamme no vaccinoPer la prima volta il 22 ottobre alle urne si esprimerà la propria volontà tramite il voto elettronico: “un compromesso che ho raggiunto con i consiglieri grillini per far passare la mia proposta di referendum. Un’innovazione straordinaria”.

Se al suo arrivo il presidente è stato accolto da un gruppetto di attivisti che chiedevano al governatore di spegnere il forno inceneritore di Valmadrera, al termine del comizio sono state un gruppo di mamme a favore della libertà in materia di vaccini ad “accerchiare” Roberto Maroni che è stato reso protagonista di uno spettacolo semi-improvvisato.

Manuela Valsecchi

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