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L’OPINIONE/ANTONIO PASQUINI:
“UNA PROVINCIA CASA DEI COMUNI”

Pasquini AntonioLECCO - In questi giorni di campagna elettorale ho avuto la fortuna di incontrare tanti amministratori che dedicano il loro tempo nell’interesse della comunità. Amministratori appassionati che svolgono il loro mandato con competenza.

Le campagne elettorali possono essere stressanti, ma si ha la fortuna di incontrare i Sindaci e tanti consiglieri che ti raccontano i problemi che tutti i giorni devono affrontare nel dare risposte ai cittadini. Tutti hanno sottolineato la scarsa manutenzione della rete stradale della nostra provincia. Situazioni di pericolo che vengono rimandate di anno in anno per mancanza di risorse dell’ente Provincia. L’elenco è lungo ed impietoso: la Pennaso-Taceno, la strada che collega Pagnona a Dervio, frane che non vengono più ripristinate come il collegamento fra Margno e Crandola dove si procede da anni ad un senso alternato e mezzo, lo stesso sulla Taceno-Vendrogno, di cui bisognerà ridefinire la governance. Sindaci che hanno utilizzato le risorse del proprio comune per mantenere un minimo di manutenzione e segnaletica su tratti di competenza provinciale.

Ma il difficile lavoro di amministrare non è solo la mancanza di risorse e spesso quando ci sono non si possono spendere per le follie “romane” dei vincoli della spesa pubblica.

Gli amministratori insieme ai propri funzionari e dipendenti lamentano una eccessiva burocrazia, un appesantimento delle procedure, una produzione di quintali e quintali di carta che rallentano l’attività amministrativa di tutti i giorni.

Per questo la provincia deve diventare un ente prossimo, un punto di riferimento amministrativo per tutti gli amministratori ed i dipendenti per partecipare a bandi, svolgere procedure, compilare inutili questionari. Un luogo dove trovare risposte immediate alla attività amministrativa. Non soffochiamo i nostri comuni dalla eccessiva burocrazia. Qui non ci sono gli sprechi ma una classe amministrativa virtuosa che chiede solo di poter lavorare in santa pace.

È un lavoro difficile che non si inventa dall’oggi al domani, ma si costruisce credendoci ed investendo.

Antonio Pasquini
Consigliere comunale di Crandola Valsassina

 

 

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