L’ITALIA DELLE LEGGENDE:
UN VIAGGIO FRA LE SUPERSTIZIONI
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L’Italia è un paese ricco di storia e in quanto tale anche le sue derivazioni culturali folkloristiche sono ricche di aneddoti e leggende radicate nei secoli. Le credenze popolari fanno parte a tutti gli effetti del tessuto sociale italiano e anche se con meno intensità vengono ancora tramandate di famiglia in famiglia, così che anche i più scettici si ritrovino in realtà a fare attenzione a piccoli gesti e numeri, che sia non rovesciare il sale, non passare sotto una scala, o non uscire di casa di venerdì 17, la nostra penisola è fatta di leggende, superstizioni e luoghi considerati “fortunati”. Intraprendiamo perciò un viaggio attraverso tutto il bel paese, da Nord a Sud, per scoprire le leggende più o meno note di Milano, Venezia e Napoli.

Le superstizioni del Nord: studenti e curiosi a Milano

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Il Nord Italia è un territorio vasto, caratterizzato da usanze simili legate alla storia dei luoghi che lo compongono, e il capoluogo della Lombardia, Milano, non è da meno. I poli universitari più antichi portano sempre con sé una grande quantità di leggende ispirate al mondo dello studio, principalmente concentrate su una serie di riti da compiere per riuscire a laurearsi in tempo e con buoni voti: anche la città meneghina non fa eccezione, come dimostrato dalla ricerca svolta dal portale per studenti Tutored. Si dice, infatti, che per laurearsi sia fondamentale evitare di salire sulle scale del Duomo e che, per chi frequenta l’Università Bocconi, è necessario passare a lato dei due leoni posti nell’atrio dell’ingresso centrale: il passaggio principale è riservato esclusivamente a chi ha già discusso la tesi e passarvi prima allontanerebbe l’ambito traguardo. Gli studenti dell’Università Cattolica invece devono utilizzare solamente i corridoi coperti dell’istituto e non attraversare i cortili della facoltà: solamente chi si è laureato può percorrerli, per di più inaugurando la nuova carriera saltando le siepi che li delineano. Sempre Milano è protagonista di un altro rito propiziatorio, stavolta accessibile a tutti: basta recarsi nella Galleria Vittorio Emanuele II e rintracciare nel pavimento ricco di mosaici quello del famoso toro. Puntare i tacchi sui testicoli dell’animale e compiere un giro completo farà sì che si ottenga buona sorte e la possibilità di visitare nuovamente Milano, infatti ogni giorno centinaia di turisti aspettano pazientemente il loro turno per potersi garantire un po’ di fortuna. In realtà, anche i milanesi stessi sono lieti di usufruire di tale scaramanzia: ogni anno, il 31 dicembre, si recano in Galleria ad effettuare il rito propiziatorio per garantirsi un anno nuovo ricco di benessere e fortuna.

Scaramanzia e buona sorte a Venezia

Anche la suggestiva Venezia, fra canali poco illuminati, calli labirintiche e ponti che sembrerebbero apparire all’improvviso, cela una buona dose di leggende e superstizioni in attesa che i suoi visitatori le scoprano una ad una. La città lagunare condivide con Milano lo stesso destino di tanti poli universitari: c’è sempre qualche leggenda che porterà fortuna agli studenti speranzosi in cerca di buona sorte. Vicino al ponte dell’Accademia, infatti, si trova la porta secondaria della chiesetta di San Vidal: la tradizione vuole che i nuovi studenti, come rito di iniziazione, debbano risolvere il mistero dell’esatta collocazione delle serrature invisibili della porticina verde per assicurarsi una carriera universitaria brillante. Ma gli studenti non sono i soli a ricercare la fortuna nella città lagunare: a Venezia è presente il casinò più antico del mondo, come riportato nell’approfondimento di Betway sulla storia dei casinò, che risale al 1638 ed è attivo ancora oggi su più sedi. Non ci si stupisce dunque se, alla ricerca di fortuna, qualche giocatore prima di recarsi al casinò proverà a cercare le ancorette bronzee del Sotoportego del Tragheto, nel sestiere di Cannaregio: chi riesce a toccarle senza aiuto si assicurerà buona fortuna e una lunga vita senza intoppi. E se le ancorette non dovessero bastare, rimangono comunque tutti gli altri luoghi porta-fortuna della città, raccolti dalla guida online ufficiale VisitVenezia.eu.

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Le tradizioni del Sud: riti portafortuna a Napoli

Celebre per le sue bontà gastronomiche, i maestosi monumenti, le opere teatrali di De Filippo, il mare da favola e per il suggestivo vulcano Vesuvio, Napoli nasconde anche una lunghissima serie di leggende e riti portafortuna. Uno dei più famosi è sicuramente quello del cornetto di corallo rosso, detto O Curniciello: per scacciare il malocchio, ossia la capacità degli invidiosi di trasmettere sfortuna tramite gli occhi alle proprie vittime, è bene dotarsi di un cornetto rosso, ma mai comprandolo per sé, bensì ricevendolo in regalo. Ogni napoletano doc è a conoscenza dell’importanza della Smorfia, il libro che permette di interpretare i propri sogni e assegnargli numeri porta fortuna da giocare al lotto, e anche dello spiritello dispettoso O Munaciello, antica leggenda partenopea ben descritta da Quorum, che si narra faccia dispetti di ogni genere alle persone che sceglie di tormentare e doni graditi a quelle che invece ha in simpatia: guai a farne parola con qualcuno, in quel caso la sorte si ribalterà e il Munaciello passerà a fare dispetti anche agli individui una volta nelle sue grazie. Infine, anche Castel dell’Ovo, la fortezza simbolo della città, è ricca di leggende: la sirena Partenope si lasciò morire nel territorio dove sorse poi il castello a causa del rifiuto di Ulisse, dando origine al nome della città; e proprio all’interno del castello sarebbe conservato un uovo magico, fatto murare all’interno delle fondamenta dal poeta Virgilio stesso, che garantirebbe la salvezza della città finché intatto.

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Leggende e scaramanzie di ogni genere aspettano dunque turisti e curiosi che si vogliano cimentare nella conoscenza di questo interessante aspetto della tradizione italiana: da Milano a Firenze a Napoli non mancano di certo le opportunità di entrare a contatto con le superstizioni più antiche d’Italia.

 

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