L’IMPROVVISAZIONE VA PAGATA.
L’ALPINISTA FABIO LENTI A FAVORE
DEL ‘TICKET’ PER IL SOCCORSO

Fabio Lenti Soccorso alpLECCO – Si dice d’accordo con il pagamento dei soccorsi in montagna per casi non di emergenza l’alpinista e nota guida alpina Fabio Lenti. La sua analisi parte dall’esperienza personale di soccorritore e guida ma quello che questa vicenda evidenza è l’assenza di “cultura della montagna”. Improvvisazione e ignoranza dunque non possono sempre ricadere sulla collettività ed è corretto che ciascuno si renda responsabile delle proprie azioni.

“In linea di principio è corretto far pagare i soccorsi a chi non ne avrebbe necessitàdichiara Lenti a Lecconews.LCAncora non si conoscono i dettagli del provvedimento quindi non posso entrare nel merito, ma se toccare il portafoglio può incentivare a maggior prudenza e cultura ben venga”.

La legge che prevede il pagamento di un ticket a carico di chi richiede soccorso in montagna senza averne effettiva necessità o per atteggiamenti sprovveduti è infatti nazionale, spetta poi ad ogni Regione decretarne l’adozione e declinarne le linee guida.

“Ciò che auspico – prosegue Lenti – è che al momento di predisporre le regole i politici coinvolgano i tecnici, su tutti Cai e Soccorso Alpino, così da evitare una seconda figuraccia dopo la questione dell’obligatorietà di sonda e pala per chi si reca in alta quota, che significa 1.500 e di certo non fa chiarezza. In Valle d’Aosta e in Trentino il “soccorso inutile” è già a carico del paziente. Se il regolamento lombardo rispecchiasse quello di queste regioni non avrei nulla da eccepire.”

Fabio Lenti è volontario del Soccorso Alpino e opera anche nell’equipaggio dell’elisoccorso. “Avrei tanti esempi per sostenere la necessità di un giro di vite, si pensi che spesso le squadre del soccorso intervengono per escursionisti che in estate si incamminano in montagna senza acqua e poi soffrono di disidratazione, o persone ancora fuori dopo il tramonto senza una torcia. Poi ci sono i cercatori di funghi che perdono il sentiero, ma anche ciclisti o motociclisti che si cadono su sentieri non predisposti alle due ruote”.

elisoccorso incidente pennaso (5)

Sono tutte vicende di impreparazione, sopravalutazione delle proprie capacità, e negligenza quelle che racconta Lenti. Casistica avvalorata dalle statistiche del CNSAS. “Uno degli ultimi interventi di soccorso a cui ho partecipato sarebbe stato evitabile se gli escursionisti si fossero fatti accompagnare da una guida, e la guida costa 250 euro, l’operazione di salvataggio posso stimare sia costata almeno 1.500 euro.

“Solo la fase di avviamento dell’elicottero costa ai cittadini 300 euro, ma il problema non è tanto la questione economica; un’operazione di soccorso in montagna impegna risorse umane notevoli, volontari altamente professionalizzati che in condizioni a volte proibitive mettono a repentaglio la propria sicurezza per salvare una vita”.

“Molte situazioni di rischio sono evitabilissime se tutti gli escursionisti agissero con intelligenza. Il rischio di pagare una “multa” deve spronare allora gli amanti della montagna a programmare meglio le loro attività in base alla capacità di ognuno. E’ una questione di cultura“.

Lenti sposta così la riflessione su formazione e preparazione di chi va in montagna. “E’ la cultura della montagna quella che viene a mancare e causa questi provvedimenti di legge, dico cultura della montagna ma è un ragionamento che vale anche per il mare“.

“Le opportunità di informarsi e formarsi ci sono. I corsi organizzati dal Cai ad esempio sono economici ed alla portata di tutti, la guide alpine poi sono preparate per accompagnare e tener lontano dai pericoli gli escursionisti, e poi internet oggi è un enorme strumento per conoscere sentieri, difficoltà dei percorsi, condizioni meteo… Al giorno d’oggi non è giustificabile questo tipo di ignoranzaprosegue Fabio Lenti – e l’impreparazione dei singoli non può ricadere sulla collettività”.

fabio lenti tragedia zebru

“A dirla tutta – continua l’alpinista – mi aspetterei più attenzione dal parte della televisione, soprattutto quella che dovrebbe essere servizio pubblico. In TV vediamo tanti, forse troppi, programmi sensazionalistici che trattano gli sport estremi come puro intrattenimento, trascurando la preparazione degli atleti che vi si cimentano. In questo modo il messaggio che passa è che determinate imprese sono alla portata di chiunque. E così se ne incentiva l’emulazione perché manca il giusto contrappeso sui rischi legati a certe discese, certe escursioni, certe arrampicate, e anche sugli accorgimenti da adottare in caso di pericolo”.

Ripensando alle sue esperienze in elisoccorso infine, Fabio Lenti non teme che il “ticket” sugli interventi inutili possa disincentivare dal chiedere aiuto chi in realtà ne ha bisogno ma teme il salasso economico. “Questa pratica è ormai diffusa in quasi tutto l’arco alpino: spessissimo infatti mi son sentito chiedere dai pazienti, una volta tratti in salvo, quanto sarebbe costato il soccorso. In un certo senso quindi il concetto di dover pagare per un intervento non necessario è già passato. Ad ogni modo già esistono, diffusissime in Svizzera ma anche in Italia, forme assicurative che rispondo per tali evenienze” ricorda Lenti.

Cesare Canepari

 

 

 

 

 

 

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