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LAVORANO PER IL COMUNE
MA SOTTOPAGATI DALLE COOP.
ANGHILERI CHIEDE UN FRENO

alberto-anghileri-con-la-sinsitra-cambia-leccoLECCO – Dote comune, tirocini, stage… forme di impiego precario a cui ricorre sempre più spesso anche il Comune di Lecco, sovente tramite le cooperative a cui Palazzo Bovara negli anni ha demandato diverse competenze. Si scopre però che in alcuni casi i lavoratori coinvolti, specialmente se giovani, rischiano di non guadagnare nemmeno tre euro l’ora per mansioni che in altre forme di contratto prevederebbero stipendi più decorosi.

Negli ultimi vent’anni non sono pochi i compiti e servizi che il Comune ha via via appaltato alle cooperative, e sono decine quelle che hanno rapporti con l’ente e che fanno lavorare centinaia di persone inquadrate come soci, dipendenti, volontari… Per responsabilizzare la giunta e porre un argine a queste situazioni Alberto Anghileri, consigliere di Con la sinistra cambia Lecco, presenterà al consiglio cittadino una mozione.

“Insieme alle realtà che svolgono con serietà il loro lavoro – si legge nel documento -, sono sempre più diffusi gli esempi di cooperative o forse sarebbe meglio dire “presunte cooperative” che hanno come unico scopo quello di ridurre salari e diritti dei lavoratori. Inoltre nel mondo delle cooperative di servizi si verificano sempre più spesso negazione di diritti e di retribuzioni dignitose, che rischiano di influenzare anche altre cooperative per ridurre i costi per competere sui ribassi d’asta, anche in relazione al fatto che molte di queste cooperative sociali sono minate dalla dipendenza da un unico soggetto come la pubblica amministrazione”.

PALAZZO BOVARA LECCO

Ecco allora la necessità secondo la sinistra cittadina di impegnare sindaco e giunta a dare ”un preciso indirizzo ai Dirigenti Responsabili dei servizi interessati affinché i prossimi bandi per servizi in appalto/concessione prevedano, ai fini dell’aggiudicazione con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa il maggior punteggio per l’offerta tecnico-qualitativa a favore delle cooperativa che non usano la qualifica di “socio lavoratore”, come strumento che consenta di far prevalere il rapporto associativo del dipendente rispetto al rapporto di lavoro subordinato e che avvicinano il più possibile diritti e retribuzioni ai vari livelli del contratto collettivo di lavoro degli Enti Locali valutandone, anche così, la congruità tra il costo del lavoro e l’offerta di prezzo per l’espletamento del servizio”.

 

 

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