LECCO: NEOMAMMA IN COMA,
AVVIATA UN’INDAGINE INTERNA.
SI SAREBBE POTUTO EVITARE?

LECCO – Il bimbo è nato ma la mamma ancora lotta in un letto della Neurorianimazione dell’ospedale di Lecco. Si trova lì da venerdì scorso, quando arrivò al pronto soccorso del Manzoni in condizioni critiche: prima il parto d’urgenza per salvare il bambino che portava in grembo, poi un delicato intervento per tentare di ridurre l’emoraggia cerebrale evidenziata dalla Tac.

La Tac, un esame a cui la donna in stato di gravidanza non venne sottoposta nel mese di giugno, quando per due volte si presentò al pronto soccorso ginecologico lamentando forti mal di testa. Lo ha rivelato Andrea Morleo su Il Giorno, e ora ci si chiede se le cose sarebbero potute andare in altro modo.

Vicenda tragica, sulla quale i leoni da social network sono già giunti a sentenza. Ignorando tuttavia procedure consolidate che ad esempio impongono di evitare esami troppo invasivi alle donne in stato interessante, o anche che a gestire emergenze sanitarie ci siano professionisti allenati e competenti.

Nel frattempo l’ospedale si è trincerato dietro il più ristretto riserbo sebbene, rivela Il Giorno, sia già stata avviata un’indagine interna per trovare le risposte mentre la giovane mamma continua la sua lotta per sopravvivere.

 

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