LECCO, ALLA CASA DEL POZZO
UNA SERATA PER RIFLETTERE
SUI DISAGI ADOLESCENZIALI

WhatsApp Image 2018-05-19 at 14.45.23LECCO – “Quando un ragazzo sbatte una porta, qual è il desiderio che si porta nel profondo?”: è iniziato con una domanda posta da padre Angelo Cupini l’incontro dal titolo Il dolore di crescere tenutosi ieri sera a La Casa sul Pozzo.

L’équipe di Lecco di Jonas Onlus, associazione di clinica psicanalitica fondata da Massimo Recalcati, ha proposto una serata per affrontare il delicato tema del disagio giovanile. Come ha sottolineato la psicologa Monica Felisetti, “il punto di sofferenza dell’adolescente non viene facilmente colto. Ma questo a volte può sfociare in scelte mortifere”. Di qui la necessità di indagare la realtà dei giovani attraverso il racconto di chi lavora quotidianamente con gli adolescenti: Antonio Piotti e Roberta Invernizzi (autori di Riscrivere la speranza) e Luca Ciusani ed Angelo Villa (autori de Il vizio di morire).

Jonas OnlusDue libri che interrogano un grido di dolore e sofferenza che può condurre fino a risoluzioni drastiche: dalla tossicodipendenza (un suicidio non violento, come la definirebbe lo psicanalista Jaques Lacan) fino alla decisione di togliersi la vita con un gesto definitivo. E non si tratta di episodi così lontani dal contesto lecchese, se negli ultimi tre anni si sono contati sette ragazzi morti volontariamente.

Il vizio di morire è allora un richiamo – per gli operatori specializzati e per ognuno di noi – “a trovare un modo per non lasciare muta e misconosciuta la sofferenza. Infatti, più la sofferenza è misconosciuta, più rischia di essere agita”, come ricorda lo psicoterapeuta Ciusani. E così anche Riscrivere la speranza, testo nato nel momento in cui “ci siamo detti che non potevamo più raccogliere i corpi di questi ragazzi ma dovevamo fare qualcosa per intercettarne il dolore”, come spiega la psicologa Invernizzi.

Per sostenere la speranza è necessario però un attento e continuo impegno alla prevenzione ed alla cura. Di questo si fanno carico molti operatori sul territorio, fra cui Jonas Onlus, dove si lavora in particolare su anoressia-bulimia, depressioni, ansia e attacchi di panico, dipendenze, disagio infantile, della coppia e della famiglia.

I. N.

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