LECCO, A PALAZZO DELLE PAURE
LE FOTO DI ROBERT DOISNEAU.
PARTE IL PROGETTO TRIENNALE

palazzo paure mostra DoisneauLECCO – Palazzo Paure si prepara ad una nuova era. Con l’inaugurazione della mostra fotografica di Robert Doisneau, dal titolo Pescatore d’immagini, visitabile dal 23 giugno al 30 settembre, si dà il via ad un progetto triennale (2018-2020) di collaborazione tra il Comune di Lecco e ViDi – Visit different che porterà in città grandi nomi dell’arte e della fotografia, a partire da L’ottocento Lombardo ad ottobre 2018 e Selfportraits della fotografa Vivian Maier che verrà inaugurata la prossima primavera. “Oggi non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza – commenta Simona Piazza, assessore alla cultura del Comune di Lecco –, mi auguro che siano tre anni costruttivi non solo per l’amministrazione, ma anche per la nostra comunità”.

palazzo paure mostra DoisneauLa mostra e l’intero progetto si inseriscono all’interno della volontà del Comune di favorire il turismo e valorizzare la bellezza della città. Il sindaco Virginio Brivio sottolinea l’importanza di “dare qualità al tempo libero coltivando una dimensione culturale che vada anche oltre agli artisti che hanno caratterizzato il territorio lecchese.” La rassegna fotografica presenta 70 immagini in bianco e nero che ripercorrono l’universo creativo del fotografo francese. Tra le altre, si potrà ammirare anche il famoso Bacio dell’Hotel de Ville, diventato immagine iconica dell’amore.

palazzo paure mostra DoisneauLe fotografie sono suddivise in gruppi tematici come “gli innamorati” o “giochi di sguardi” grazie ai quali è possibile osservare in modo agile la riflessione e l’attenzione con cui Doisneau scattava. Inoltre, la mostra sarà family friendly, come ricorda Fabio Sanvito, managing director di ViDi, grazie ad un percorso studiato appositamente per i più piccoli che permetterà ai bambini con le loro famiglie di sviluppare la loro creatività anche grazie alla presenza di un’aula didattica accessibile a tutti.

palazzo paure mostra Doisneau (1)Il titolo, Pescatore d’immagini, infine, non è casuale, come spiega Piero Francesco Pozzi, co-curatore della mostra, ma si rifà alle parole dello stesso fotografo che, in una delle ultime interviste, racconta di come la pesca lo abbia abituato ad aspettare paziente, anche per ore nello stesso posto, che qualcosa di bello accadesse. I soggetti delle sue fotografie, infatti, sono uomini, donne e animali parigini comuni, che abitano la città rendendola viva, mettendo in scena quel “meraviglioso quotidiano” che l’artista definiva “eccitante”, aggiungendo: “Nessun regista può ricreare l’inaspettato che si trova nelle strade”.

M.S.

 

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