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LA SINISTRA: UN REFERENDUM
SUL TELERISCALDAMENTO, “PERCHÈ
SI SCELGA UN’ALTRA DIREZIONE”

TINO MAGNILECCO – Un referendum sul teleriscaldamto, questa la proposta politica di Democrazia è partecipazione. Il nuovo movimento nato in occasione delle elezioni provinciali, proporrà a Villa Locatelli di promuovere una consultazione popolare per dare modo a tutti i cittadini della provincia di esprimere la propria opinione sul faraonico progetto di trasformazione dell’impianto di Silea.

Tanti sono i dubbi espressi dalla sinistra lecchese, affidati alle parole del coordinatore Tino Magni: “Chiediamo innanzitutto di vedere, prima di prendere una decisione, il cronoprogramma e il piano industriale oltre che naturalmente di aspettare gli esiti dello studio epidemiologico. Il nostro interlocutore non è Silea, perché l’azienda non è un privato cittadino ma è una società pubblica, dove non può esserci qualcuno che decide a priori. Noi ci rivolgiamo ai sindaci, perché chiedano un piano alternativo, perché si scelga un’altra direzione”.

Le ragioni del diniego sono diverse e riguardano in particolare la strategia che sta dietro al progetto: “Investire almeno cinquanta milioni sul teleriscaldamento comporta non impiegare questi soldi per altro, questa somma potrebbe essere spesa per adottare tecnologie alternative, che potrebbero produrre energia in maniera più efficace e più diffusa – continua Alberto Anghileri –. Inoltre non si capisce come il teleriscaldamento possa coniugarsi con l’obiettivo di arrivare al 75 per cento di raccolta differenziata in Provincia, senza considerare che riciclando, potremmo recuperare delle materie prime che poi andiamo ad importare”.

“Nei diversi incontri pubblici promossi per discutere del tema, i sindaci hanno sempre sostenuto che entro il 2031 l’inceneritore dovrà chiudere – aggiunge Paolo Dell’Oro – come si giustifica in questo contesto il teleriscaldamento? Questa partita ci consegna una situazione: la dirigenza e la guida politica della società ha un problema, che è la mancanza di alternative. Noi ci stiamo battendo nei consigli comunali per portare avanti queste istanze e il referendum è un modo per dare valore allo spazio provinciale”.

M. V.

 

 

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