LA SFIDA DELLA MULTIUTILITY:
“GLOBALE E LOCALE INSIEME
PER UN MODELLO VINCENTE”.
LA NOVITÀ SPIEGATA DAI VERTICI

LECCO – Presentata questa sera ai cittadini ACSM AGAM, la nuova multiutility che raggruppa le provincie del Nord Lombardia di Lecco, Sondrio, Monza, Como e Varese.

Nell’aula magna del Politecnico si comincia con il saluto del sindaco di Mandello Riccardo Fasoli, in rappresentanza delle amministrazioni di Lario Reti Holding: “Ci siamo trovati di fronte a una serie di sfide: continuare l’attività di distribuzione del gas e l’attività di vendita, che costituisce un utile importante per le casse comunale e quindi per i servizi; sostenere un progetto di riqualificazione energetica, perché questo è il futuro verso cui si sta andando; proseguire nel sostegno alle attività culturali del territorio”.

Aggiunge poi il presidente della provincia Flavio Polano: “In un periodo in cui le risorse pubbliche sono limitate, l’obiettivo delle amministrazioni deve essere quello di ottimizzare, quindi lavorare insieme e fare rete. È una strada non semplice ma bisogna continuare”. E chiude: “La creazione della multiutility è qualcosa che guarda avanti nel tempo e rappresenta per il territorio una grande possibilità per sviluppare servizi e attività”.

Apre la tavola rotonda l’intervento di Giovanni Valotti – presidente di A2A Spa – ricordando che la “caratteristica fondamentale di A2A è quella di riuscire a restituire un valore in cui operiamo. Se infatti noi pensassimo solo a creare profitto e distribuire dividendi, non faremmo il nostro mestiere”. Il primo compito di un’azienda di questo tipo è infatti “incidere sulla qualità della vita delle persone: è il servizio pubblico che determina una differenza qualitativa tra i territori”. Per questo motivo, una valutazione completa di A2A non può che fondarsi sulla capacità di “generare occupazione e indotto locale, favorire l’innovazione, la ricerca e la qualità dei servizi, rendere attrattivo il territorio”. E sottolinea: “Come azienda, non possiamo sacrificare i servizi ai cittadini per creare dividendi: questa è la difficoltà e la bellezza del nostro lavoro”.

Riguardo in particolare alla creazione della multiutility, Valotti specifica: “La scelta di aggregare più società è una condizione per salvarsi, perché un’impresa che rimane piccola è destinata a sparire. Il modello che proponiamo è innovativo: combiniamo il grande con il piccolo, cioè aumentiamo le dimensioni dell’azienda ma rimaniamo radicati nel territorio. Questa è una via vincente”.

Tocca poi a Paolo Busnelli, designato 15 giorni fa presidente di ACSM AGAM SpA, che ribadisce: “Un concetto importante che ho subito percepito in ACSM AGAM Spa è quello del rispetto. Rispetto innanzitutto del cronoprogramma che ci si era posti due anni fa; rispetto dei territori coinvolti, a cui restituire valore; rispetto nei confronti dei dipendenti; rispetto verso destinatari e fruitori delle nostre prestazioni”. Specifica quindi che la direttrice seguita sarà quella della glocalizzazione, cioè di una “visione di azienda a livello generale e globale ma attuata a livello locale, con un’attenzione particolare alle sinergie e allo sviluppo sostenibile”.

È Paolo Soldani, l’amministratore delegato di ACSM AGAM Spa, a dare un ritratto in cifre della multiutility: “Copre cinque provincie lombarde, serve 900 mila abitanti e dà occupazione a 900 persone. Le sue mansioni riguardano: ambiente, igiene urbana, distribuzione di energia elettrica e gas, generazione di energia elettrica tramite impianti idroelettrici, teleriscaldamento, illuminazione pubblica ed efficientamento energetico”. Gli investimenti previsti per i prossimi anni ammontano a 500 milioni di euro ma la vera sfida sarà “trasformare l’accorpamento di aziende diverse in una nuova e unitaria società”. In particolare la multiutility conterà quattro business unit: una dedicata alle reti (tra cui figura Lario Reti Holding), un’altra alla vendita (tra cui si conta Acel Service), una all’ambiente e quindi alla raccolta ed un’ultima all’innovazione, con un occhio di riguardo alla mobilità elettrica, “che è senza dubbio la sfida del futuro”. L’ad chiude rassicurando le amministrazioni pubbliche: “Abbiamo preso l’impegno di mantenere un colloquio quotidiano e giornaliero con tutti”.

Chiude la presentazione Marco Canzi, consigliere di ACSM AGAM Spa e di Lario Reti Holding Spa, il quale sottolinea che “la scelta di aderire alla multiutility nasce da una maturazione progressiva a livello territoriale. Quello che ci ha convinti è il modello aziendale radicato nel territorio”. E prosegue: “Lario Reti mantiene nella multiutility un ruolo importante con un significativo 23% di partecipazione. Questo significa che sarà possibile attuare un confronto dinamico con il partner industriale”.

Riguardo ai benefici che i Comuni ricaveranno da questa fusione, Canzi commenta: “La sfida è dare ai comuni piccoli le stesse possibilità a cui possono accedere i grandi comuni. Nessuno dovrà sentirsi troppo piccolo e in questo sarà fondamentale il ruolo di Lario Reti come socio della nuova società”. Si rivolge quindi gli amministratori: “È fondamentale che il territorio chieda e si faccia sentire. Tutto il territorio deve essere propositivo, a partire dai comuni ma anche a livello di imprese, servizi e organizzazioni”.

Seguono poi gli interventi dal pubblico, tra cui anche quello di Legambiente, il cui presidente puntualizza: “Ci piacerebbe vedere più sostegno alle energie rinnovabili e un impegno critico verso mini-idroelettrico, che è un grosso problema, perché gli impianti sono cresciuti a dismisura apportando modifiche sensibili all’ambiente senza avere un corrispettivo in efficienza energetica”. Risponde subito Valotti: “Questa azienda deve essere come un castello trasparente e deve predisporsi all’ascolto. Ma il dialogo – anche con i gruppi ambientalisti – deve essere basato sull’evidenza scientifica e non sul preconcetto”.

I.N.

 

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