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“LA REALTÀ E LA MAGIA”
CON UNA MOSTRA MILANO
RICORDA TINO STEFANONI

tino stefanoni artista contemporaneo e architetto leccheseMILANO – A pochi mesi dalla sua scomparsa, la Galleria Robilant+Voena propone una rassegna antologica dedicata a Tino Stefanoni. La mostra, dal titolo La realtà e la magia, aprirà il prossimo 22 marzo: un meritato tributo al maestro lecchese che, nella sua lunga carriera artistica, ha saputo coniugare la razionalità, dovuta alla sua formazione culturale di architetto, con la classicità della tradizione pittorica che da Beato Angelico arriva a De Chirico e Carrà, sviluppando linguaggi diversi legati dalla metafisica, il vero unico comune denominatore che ha conferito uniformità al suo lavoro. La Galleria Robilant+Voena, nota nel panorama artistico internazionale soprattutto per la specializzazione nella pittura antica, da tempo sta riscoprendo e valorizzando, con numerose esposizioni e cataloghi, artisti che hanno sviluppato il loro percorso pittorico negli anni Sessanta e Settanta, come ad esempio Bonalumi, Scheggi, Colombo, Sarri e oggi Stefanoni.

1970 Gli imbuti 7 tm e rilievi su tavola cm100x80 tino stefanoniCurata da Elena Pontiggia, l’esposizione presenta – in una selezione di circa trenta opere – buona parte del percorso artistico di Tino Stefanoni (1937-2017), dalla fine degli anni Sessanta agli anni Dieci del nuovo Secolo. Dal ciclo dei Riflessi, alle Tavole, alle Piastre guida per la ricerca delle cose, le opere realizzate nel decennio che va sino alla fine degli anni Settanta presentano immagini rese nella loro essenza, immune da ogni coinvolgimento emotivo. Che si tratti dei paesaggi in miniatura che evocano quelli di Carrà o delle serie di oggetti, forme e basiche della quotidianità, dipinte su tela grezza come tavole di un abbecedario visivo, l’artista cerca di renderne la poesia nascosta senza interferenze di tipo pittorico, rivelando una metafisica priva di mitologia attraverso una pittura molto meditata, intellettuale, quasi matematica.
Stefanoni infatti ha un approccio razionale alla composizione artistica, non si affida all’ispirazione ma calcola con meticolosa precisione l’effetto poetico che vuole raggiungere.

1995 Senza titolo E21 - 36x36 - acrilici su tela tino stefanoni

Il passaggio al quadro dipinto avviene negli anni Ottanta con la serie dei Senza Titolo, nature morte e vedute nelle quali ogni elemento è ridotto all’essenziale, diventando icona di uno stile unico e riconoscibile, ideale prosecuzione della strada tracciata da De Chirico e Carrà. In queste opere, permeate da un’atmosfera sospesa, scompare ogni traccia di realismo; le pennellate si fondono una nell’altra e gli oggetti sono evidenziati da un morbido bordo nero. Stefanoni asciuga ogni emozione intorno a questi dipinti dove ogni elemento ha una sua collocazione oggettiva, i colori sono artificiali e le immagini stereotipate. Tino Stefanoni ha saputo dialogare con intelligenza e ironia con le forme più avanzate della ricerca artistica internazionale e ha rinnovato la pittura portandola ad una dimensione astratta e concettuale.

Il 13 aprile verrà presentato, nella sede della galleria in via Fontana 16 a Milano, il catalogo ragionato delle opere di Tino Stefanoni edito da Allemandi. Saranno presenti i curatori Elena Pontiggia e Valerio Dehò.

1990 Senza titolo A85 - 30x50 - acrilici su tela tino stefanoni

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