“LA PUNTUALITÀ NON RENDE”.
TRENORD, SE I RITARDI
ARROTONDANO LO STIPENDIO

treno coradiaMILANO – “La puntualità non è redditizia per il nostro stipendio. Su questa linea ogni volta che un treno accumula 20 minuti di ritardo ci fa guadagnare 13 euro”. Così nelle denunce di tre macchinisti Trenord della Milano-Cremona-Mantova.

“Un paradosso che incoraggerebbe i macchinisti lumaca” scrive Paolo Marelli per il Corriere della Sera. E parrebbe proprio che un numero fors’anche esiguo di macchinisti sfrutti questa clausola contrattuale per il proprio tornaconto.

“Da due mesi è in corso una trattativa con i sindacati per eliminare l’articolo «incriminato» del contratto. – prosegue Marelli – Perché in Trenord (4.200 dipendenti in totale), a differenza che in Trenitalia, la retribuzione è proporzionata alle ore di lavoro: la prima è pagata 6 euro, la terza 9, la quarta 12. In più c’è il cosiddetto «bonus di condotta»: 15 euro al raggiungimento della terza ora di guida, 25 alla quarta, 30 alla quinta e così fino ai 40 euro per la settima ora.”

Parodia Trenord  3“Ma questo è un sistema da ribaltare, perché da 31 mesi divide i ferrovieri di Trenord, provocando ritardi cronici e soppressioni dei convogli”, spiega al quotidiano di de Bortoli Adriano Coscia, segretario regionale dell’Orsa, sigla sindacale che non solo non ha mai firmato il contratto aziendale, ma si è opposta con tredici scioperi dall’estate del 2012.

Prevedibile che lo scandalo investirà l’azienda scatenando anche  la rabbia dei 670 mila pendolari lombardi, coi quali già i rapporti non si può dire siano idilliaci.

> Leggi l’articolo di Paolo Marelli per il Corriere della Sera

> Su La Gazzetta di Mantova l’approfondimento di Igor Cipollina

 

 

 

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