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2016, UN ANNO DI CRONACA NERA.
LE STORIE PIÙ SIGNIFICATIVE
SCELTE PER VOI DA LECCO NEWS

casa omicidio torre de busi 1LECCO – Il 2016 ha lasciato il segno nelle pagine di cronaca lecchesi. A rompere la tranquillità che caratterizza normalmente le nostre zone un tentato omicidio, commesso a Garlate nel mese di aprile, vittima una donna di 83 anni, agli inquirenti è bastato poco per scoprire che l’autore del crimine altri non era se non il figlio.

A scuotere decisamente l’opinione pubblica l’efferato assassinio di Maria Adeodata Losa, consumato nel mese di luglio a Sogno, una piccola frazione di Torre De’ Busi. Arrestato dai Carabinieri Roberto Guzzetti: a gennaio l’esito della perizia psichiatrica disposta dal Gip.

Davvero triste, e molto più intricata, la morte di Liam, deceduto a soli 28 giorni il 15 ottobre a Ballabio. Unici indagati per il reato di omicidio volontario i genitori. Altra tragica vicenda, quella del 15enne che nel mese di luglio si è tuffato nelle acque del lago a Malgrate e non ne è più riemerso.

ALLAGAMENTO AUTO SOTTO PONTEAncora due giovanissimi i protagonisti di un assurdo incidente stradale a Monte Marenzo, dove nella notte tra l’8 e il 9 di luglio Davide Malighetti di 22 anni e Luca Formenti, 19enne, si sono scontrati con le rispettive motociclette, perdendo la vita sul colpo.

Del resto le strade della provincia sono state sotto i riflettori di media e opinione pubblica per mesi. A giugno una tromba d’aria si è abbattuta nella nostra zona e tra allagamenti, alberi caduti e frane, la città e l’hinterland si sono paralizzati per due giorni. Una quasi insurrezione popolare invece è stato l’effetto dei nuovi limiti di velocità stabiliti a fine luglio dall’Anas che ha fissato a 90 chilometri orari la massima velocità di percorrenza della Ss36, provvedimento volto ad aumentare la sicurezza degli automobilisti, che solo tre mesi dopo hanno visto un ponte ad Annone cedere sotto il peso di un Tir, schiacciando e uccidendo una persona che si trovava a bordo del suo veicolo.

Ha lasciato tutti a bocca aperta anche la notizia dell’arresto di Abderrahim Moutaharrik e consorte, di origine marocchina ma cresciuti rispettivamente a Valmadrera e in Valsassina, che sarebbero stati arruolati dalle milizie dell’Isis. Quanto l’ondata terroristica di portata pressoché planetaria possa investire anche la dimensione locale lo abbiamo toccato con mano anche a luglio, quando è arrivata la triste notizia che tra le vittime dell’attentato di Dacca c’era anche l’imprenditore Claudio Cappelli, di Barzanò, che si trovava in Bangladesh per lavoro.

el diablo spaccio 5Come “fatti di cronaca ordinaria”, purtroppo, possiamo invece catalogare l’intensa attività della squadra Mobile della Polizia volta a contrastare l’attivissimo traffico di droga che interessa il nostro territorio. A ottobre sono stati 14 gli arresti che hanno permesso a Marco Cadeddu e ai suoi uomini di sgominare la banda del “Diablo”, gruppo di spacciatori davvero ben organizzati nonché particolarmente violenti e pragmatici. Decisamente pragmatico anche il 23enne che coltivava piante di marijuana, 105 per l’esattezza, nella sua casa in centro Lecco, in una serra quasi professionale. Per lo stesso reato è stato pizzicato un derviese, con l’aggravante che l’uomo è un agente di Polizia locale in forza al comune di Lecco.

A far scalpore invece la sentenza dellinchiesta Metastasi, arrivata il primo marzo, dove ben dodici persone, tra cui anche l’ex sindaco di Valmadrera Marco Rusconi, sono state condannate per reati dall’estorsione, alla turbativa d’asta, al riciclaggio, alla corruzione, in alcuni casi con l’aggravante dell’associazione mafiosa.

gilardoni raggi X 2 cancelloAltra pagina triste per Lecco, le difficoltà di alcune realtà ritenute tra le più solide attività economiche e finanziarie del territorio. A giugno la König ha ufficialmente abbandonato l’Italia per trasferirsi in Carinzia e in Repubblica Ceca, lasciando senza posto di lavoro un centinaio di persone. Mesi drammatici anche per la mandellese Gilardoni Raggi X: il Tribunale di Milano a ottobre ha emesso una sentenza con la quale ha di fatto azzerato i vertici dell’azienda e posto alla sua guida un amministratore giudiziario, dopo una prima fase critica, ora pare che l’azienda stia vivendo un periodo di normalizzazione.

Ci sono buone speranze per le sorti del Tubettificio lecchese, che dopo la dichiarazione di fallimento è stato da poco acquistato all’asta dalla società Tecnocap di Cava de’ Tirreni per poco più di quattro milioni di euro. Altrettanto recenti, ma meno rosee, le vicende di Filca, sulla soglia del fallimento, e di Banca Lecchese che ha cessato di esistere come la conosciamo, per assumere il nome di Banca Progetto, che tanto per cominciare ha chiuso le filiali lecchesi.

bizzozero-e-brivio1Anche settori che tradizionalmente sono fonte di gioia e speranza come lo sport e l’istruzione nell’anno che sta per concludersi hanno subito duri colpi. Ne sono emblema il crollo dei soffitti all’istituto Parini e il grande pasticcio della Calcio Lecco, che ha aperto la stagione con il patron Daniele Bizzozero arrestato non una, ma due volte, per reati diversi. Solo l’inizio del turbinio di eventi che ha portato la società di via Don Pozzi all’esercizio provvisorio, che rischia di essere solo l’anticamera del fallimento.

Manuela Valsecchi

 

 

 

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