ICONE SACRE A LECCO:
LE OPERE DI CIRINO CONTI
“FOLGORATO” 25 ANNI FA

LECCO – L’associazione antroposofica A. Stoppani ospita, in via Dante Alighieri 21, una mostra di icone moderne realizzate dall’iconografo Cirino Conti. L’evento si inaugurerà sabato 24 novembre alle 17 e si chiuderà il 2 dicembre. L’orario di visita è dalle 15 alle 18.30 dal martedì al venerdì (lunedì chiuso) e dalle 10 alle 18 sabato e domenica.

Cirino Conti, formatosi alla scuola iconografica di Seriate presso il Centro Russia Cristiana più di venticinque anni fa, realizza le icone su legno con l’antica tecnica all’uovo, utilizzando terre naturali e minerali (lapislazzuli, cinabro, malachite, ecc.) e oro zecchino.

La mostra è supportata da un audiovisivo realizzato dall’autore, dove viene illustrata la storia e la tecnica della costruzione dell’icona e permette, a chi non la conosce, di comprendere la profondità spirituale, le simbologie e la complessità della realizzazione di questa “finestra sull’infinito”.

L’icona è una delle più grandi manifestazioni dell’arte mondiale e la sua riscoperta è senza dubbio la più sensazionale rivelazione in campo artistico del XX secolo. Quest’arte – che ha conservato tutta la sua energia interiore – rappresenta un fenomeno unico nella storia della pittura. Costretti a scegliere i loro soggetti in un campo limitato, anche se molto vasto, gli iconografi ci hanno lasciato e continuano a lasciarci preziose opere di una bellezza tutta penetrata di un profondo significato.

Le osservazioni relative al carattere artisticamente insolito delle raffigurazioni iconografiche nascono dall’incomprensione dei fondamenti stessi dell’icona: le icone sono “libri scritti non con lettere dell’alfabeto, ma raffiguranti persone ed avvenimenti”.

Il 67enne artista valdostano, nato a Gressoney,  ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Quando ho incontrato l’icona ero già un quarantenne, e non riuscivo a capire, non essendo un praticante della Chiesa, cosa mi attraesse in quei dipinti così lontani dalla mia formazione artistica occidentale. Il richiamo troppo intenso mi portò a riprodurle, ne studiai il significato teologico e mi resi conto che si trattava di una vera e propria “chiamata”. Mi abbandonai ad essa, studiai alla scuola iconografica di Seriate per diversi anni, comprendendo tutto il mondo dell’icona”.

In calce, la locandina della mostra (clicca per ingrandire).

 

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