FESTA DELLA DONNA: UN FILM LECCHESE RICORDA DUE TRAGEDIE
“AL FEMMINILE”

merica1OGGIONO – Nella “Giornata internazionale della donna”, un film lecchese racconta una delle più celebri vicende commemorate in tale ricorrenza, l’incendio della fabbrica Triangle, di New York il 25 marzo 1911, mettendola in parallelo con una tragedia, sempre al femminile, del nostro territorio. Ce lo racconta Mattia Conti, regista di “Te la do me la Merica”, a cui, sabato 7 marzo, è stato dedicato un servizio su Rai 3.

merica 8In cosa consiste il progetto?
Il progetto nasce da una serie di ricerche dell’Università del Monte di Brianza. L’idea è quella di raccontare ciò che accadde a Oggiono nel 1898: delle operaie in una filanda di Oggiono morirono durante un ciclone. I giornali dell’epoca, come il Prealpino, ci dicono che stavano lavorando ed è stato chiesto loro di finire la partita di lavoro iniziata e spegnere tutte le macchine prima di abbandonare la filanda. Purtroppo ciò gli fu fatale.
L’Università ha lavorato ad una sceneggiatura in dialetto e mi ha chiesto di poter realizzare un cortometraggio. Abbiamo così deciso di raccontare due storie: l’incendio che uccise le operaie americane della Triangle, tragedia oggi commemorata l’8 marzo per la Festa della donna e questa vicenda parallela.

Chi partecipa alla realizzazione?
merica 4Oltre all’Università Monte del Monte di Brianza, sono diversi gli enti coinvolti: a curare la fotografia è Andrea Volpi, il gruppo teatrale di Annone Amici per sempre e Stendhart di Oggiono partecipano come protagonisti. I Firlinfeu e La Campagnola lavorano alle musiche.  Le location messe a disposizione sono La Cascina Ghisolfa di Oggiono, la fabbrica di Franco Donadeo e il Museo della Seta di Garlate. A darci una mano c’è tutta una rete di attività del territorio: il gruppo fotografico di Oggiono, la Scuderia del Principe, i comuni di Oggiono  e Annone.

merica 9Quali sono le caratteristiche del film?
Sarà un mediometraggio che gioca con il colore e il bianco e nero per creare due diversi momenti storici: l’america degli anni ’10 e la Brianza di fine ‘800. Sarà girato metà in dialetto e metà in inglese e ovviamente sottotitolato.

Come un evento così lontano nel tempo può ancora essere attuale?
La cosa che mi affascina di questa vicenda è come ci ricordi che niente è chiuso per sempre, che la storia si ripete e ripresenta nelle nostre esistenze e se non facciamo tesoro di ciò che accade probabilmente non saremo pronti ad affrontarlo. Penso che questo sia ciò che questo lavoro ha da dire ai giovani: il passato ci appartiene e conoscerlo ci aiuta ad attraversare il presente. E metà dello staff è “giovane”: regia, fotografia e metà degli attori. E’ bello vedere ultrasessantenni e ragazzi mettere le stesse energie nel proprio lavoro!

Chiara Vassena

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