ESTORSIONI DI STAMPO MAFIOSO:
A LECCO +58% IN SEI ANNI.
LA PREVALENZA È ‘NDRANGHETA

LECCO – La criminalità organizzata è e resta un cancro del nostro Paese. L’ultimo studio dell’osservatorio sulla criminalità organizzata dell’università di Milano (Cross) guidato da Nando Dalla Chiesa – docente di sociologia e figlio del generale ucciso a Palermo dalla mafia nel 1982 – presentato lunedì in regione dimostra che tutte le provincie lombarde seguono un trend positivo di crescita del numero di denunce ponderato al numero di abitanti dal 2010 al 2016. Sondrio e Cremona sono le due provincie che presentano un incremento maggiore, con percentuali rispettivamente pari a 90,9% e 74,4%. Il dato regionale medio è pari al +40% e Lecco si attesta con un +58%.

Gli ambiti d’infiltrazione sono svariati e vengono trattati in diversi capitoli all’interno del consistente studio di ben 261 pagine curato dall’osservatorio. Si va dal commercio, al turismo e all’industria del divertimento, passando per i rifiuti, fino alla sanità; e poi l’usura, il traffico della droga, la prostituzione, il contrabbando, rapine, gioco d’azzardo, contraffazione e l’elenco potrebbe facilmente allungarsi.

Più precisamente in provincia di Lecco prevale come tratto distintivo la ‘ndrangheta con il cosiddetto “pizzo”. Accanto a questo però si registrano anche 10 denunce, 6 infrazioni e 4  sequestri relative al ciclo dei rifiuti; non vanno inoltre dimenticati i vari casi di estorsione emersi nell’inchiesta della magistratura Metastasi risalente al 2014.

Regione Lombardia ha commissionato e finanziato all’osservatorio sulla criminalità organizzata dell’università di Milano il rapporto per restituire alla collettività un quadro più preciso della situazione. Lo studio è stato fortemente voluto dalla direzione sicurezza della giunta regionale e dalla commissione antimafia del consiglio regionale lombardo.

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