EMERGENZA-URGENZA LECCO::
DOPO MARE, MAURIZIO VOLONTÈ
NUOVO RESPONSABILE AAT

Volontè presentazioneLECCO – Cambio di dirigenza: Claudio Mare lascia il posto a Maurizio Volontè come responsabile di AAT Lecco (Emergenza Urgenza).

Il nuovo responsabile, laureato in anestesia e rianimazione, ha iniziato la sua carriera a Milano nel 1987 per poi spostarsi a Cantù e al Sant’Anna di Como: qui ha iniziato ad occuparsi del filone pronto soccorso, seguendo la nascita della centrale operativa nel 1992. Dall’attività intraospedaliera si è orientato poi verso la parte più territoriale.

“Non ci saranno accorpamenti con la realtà comasca, che rimarrà distinta da quella lecchese: il sistema è già condiviso su base regionale e porteremo avanti gli obiettivi ottimizzando le risposte del servizio, potenziando l’interfaccia tra realtà ospedaliera, volontari e sala operativa” spiega Volontè.

Volontè conferenzaL’AAT Lecco dispone di dieci postazioni fisse con mezzi di base come l’ambulanza (Colico, Bellano, Mandello, due a Lecco, Calolzio, Bosisio, Introbio e Balisio, Casatenovo e Missaglia) a cui si aggiungono quelle con mezzi avanzati, ovvero automedica (a Merate e Lecco) e autoinfermieristica. Tutti i circa sessanta infermieri provengono dall’area critica in pronto soccorso e rianimazione e anche i trenta medici svolgono attività in ospedale, non solo sul territorio. “È fondamentale proseguire l’integrazione con l’ospedale: i medici e gli anestesisti turnano tra sala operatoria e territorio – spiega l’uscente responsabile Claudio Mare – questo permette di garantire prestazioni elevate sia in ospedale che fuori, con figure professionali altamente formate”. Mario Tavola, primario di anestesia, chiarisce meglio in che misura questa turnazione garantisce un migliore servizio ai cittadini, che possono avvalersi sul territorio di professionisti che svolgono quotidianamente interventi in ospedale: “Un anestesista che fa solo 118 ha una manualità diversa, più ridotta, rispetto a chi fa anche sala operatoria, dove certe manovre sono all’ordine del giorno”. Inoltre è bene creare una visione d’insieme, un coordinamento tra il lavoro d’emergenza sul territorio e l’arrivo del paziente in ospedale. Oltre ai sanitari il servizio di pronto intervento si avvale anche di volontari altamente preparati e certificati da Areu, che presidiano le postazioni anche di notte.

La presentazione del nuovo responsabile è stata anche l’occasione per parlare di alcune questioni attuali riguardanti il pronto intervento e in particolare quella, “spinosa” dell’automedica spostata da Bellano.

Claudio MareOgni sei mesi controlliamo i dati riguardanti la posizione dell’automedica, per verificare che questo servizio, appartenente a tutto il territorio e non a un solo Comune, garantisca le migliori prestazioni: dai dati analizzati è emerso che su cento codici rossi l’auto a Bellano non copriva il 60% del territorio rimanente”, afferma Claudio Mare “alla fine del prossimo semestre verificheremo nuovamente i dati e, se negativi, rivaluteremo la situazione”. Il responsabile uscente cerca così di calmare le preoccupazioni dei bellanesi, verso i quali è disponibile a un incontro: “Il territorio non viene depauperato: se prima c’erano 36 ore di assistenza medica, ora ce ne sono 48 di infermieristica”. L’auto medica verrà posizionata a Colico, in mezzo alle auto infermieristiche di Bellano e Gravedona, Nuovo Olonio e Alto lario, oltre alle quali si vuole incrementare l’elisoccorso. “Bellano quindi non rimane sguarnita, perché continua ad avere una postazione avanzata – specifica Fabrizio Mosca, coordinatore infermieristico – La presenza del medico, ben preparato dal punto di vista ospedaliero, serve per i trasporti lunghi di pazienti critici, le manovre sono fatte invece dagli infermieri, che hanno una formazione specifica, idonea ad assistere il paziente: sul territorio non si fa infatti diagnosi”.

Mario TavolaLa sfida è portare nel minor tempo il paziente nell’ospedale più idoneo: “Chi ha un infarto deve essere portato in emodinamica: ma se l’ospedale più vicino fa pochissime operazioni di questo tipo, preferisco portare il paziente nell’ospedale i cui medici vedono tantissimi infarti, anche se si trova a maggiore distanza” spiega Mario Tavola. Per le patologie tempodipendenti i fattori tempo e ospedale giusto sono fondamentali: per questo si cercherà di potenziare l’utilizzo dell’elisoccorso.

L’elicottero deve essere una realtà sempre più integrata con l’ospedale, per servire le località disagiate o come randez vous competitivo per portare il paziente verso le strutture ospedaliere in tempi brevi”.

L. L.

 

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