ECONOMIA LECCHESE, 2018 OK
MALGRADO IL RALLENTAMENTO
DELL’ULTIMO TRIMESTRE

LECCO – Il presidente della camera di commercio di Lecco, Daniele Riva, commenta con soddisfazione i risultati dell’indagine congiunturale del 4° trimestre 2018 : “Archiviamo un altro anno positivo per le aziende lecchesi. Nel comparto industriale produzione, fatturato e ordini hanno proseguito la crescita già evidenziata nel 2017, anche se con valori inferiori . La produzione è aumentata del 3,1%, il fatturato del 5,9% e gli ordini del 3,5% . Anche i numeri dell’artigianato hanno il segno ‘più’: produzione +2,1%; ordini +0,7%, fatturato +1,6%. Performance positive anche per il terziario: volume d’affari e occupazione del commercio rispettivamente +3,4% e +1,9%; nei servizi +3,9% e +0,4%”.

“Le nostre aziende continuano ad utilizzare gli investimenti quale leva competitiva”, prosegue il presidente Riva.“Il 72% degli imprenditori industriali lecchesi intervistati ha realizzato investimenti nel 2018; quasi il 60% intende continuare a farlo nel 2019 e, di questi, il 61% aumenterà il suo impegno. Il dinamismo delle nostre MPMI si può ‘toccare con mano’: molte sono le realtà di eccellenza che tra il 14 e il 16 febbraio parteciperanno all’XI edizione della rassegna ‘Fornitore Offresi’ a Lariofiere Erba. 380 gli espositori, con partecipazioni sempre più numerose di operatori ‘fuori territorio lariano’. La manifestazione offre alle imprese nuove relazioni e scambi, specie sul versante estero (con buyer tedeschi, russi, turchi, rumeni e del Paesi del Golfo).

La Camera, con la sua Azienda L@riodesk, è da sempre promotrice della fiera che, a testimonianza della qualità della proposta, è stata confermata nel calendario delle manifestazioni lombarde 2019 con qualifica internazionale. A ‘Fornitore Offresi’”, prosegue il presidente Riva, “molto importante sarà la presentazione del ‘Piano per la competitività e lo sviluppo dell’area lariana’ realizzato dalla Camera di Lecco e da quella di Como in vista dell’accorpamento, per consegnare ai futuri Amministratori un documento di scenario, con orizzonte al 2030, contenente linee di azione strategiche per generare competitività, sviluppo economico, sociale e culturale delle aree di riferimento in una logica di valorizzazione sinergica e di complementarità”.

“Tornando ai dati congiunturali”, conclude Riva, “nell’ultimo trimestre 2018 si nota un rallentamento della crescita economica, in particolare nel comparto manifatturiero: calano ordini e fatturato dell’artigianato (entrambi -0,5%) e gli ordini esteri dell’industria (-0,9%). Pur restando positiva, rallenta la crescita della produzione in entrambi i settori (rispettivamente +1,8% e +0,5%). Il saldo tra imprese nate e cessate nel 2018 resta negativo, pur con numeri più contenuti del 2017: -215 unità ; calano del 9,1% le cancellazioni e del 2,2% le iscrizioni. Bisognerà tenere la guardia alta, e il futuro Ente lariano dovrà interpretare al meglio il ruolo e le competenze fissate dalla Riforma per il bene del tessuto economico dell’area vasta”.

Produzione industria lecchese

INDUSTRIA

Analizzando i dati del 4° trimestre 2018, la nostra provincia evidenzia una crescita del fatturato superiore alla media lombarda: +4,1% (contro il +3,3% regionale), mentre gli ordini mostrano un trend meno dinamico (a causa del calo di quasi un punto percentuale di quelli provenienti dall’estero): +0,1% (contro il +2,7% regionale); l’aumento della produzione si attesta su valori simili (+1,8% contro il +1,9% lombardo).

Nel 2018 l’indice medio della produzione industriale si è attestato a 120,2 (media 2010=100), contro il 111,3 lombardo; la crescita rispetto al 2017 è stata del 3,1%. Superiore alla media regionale è anche l’indice medio del fatturato, pari a 129,6 per Lecco (in crescita del 5,9% rispetto al 2017) e a 126,9 per la Lombardia. L’indice medio degli ordini è pressoché analogo: 122,4 per Lecco (con una crescita del 3,5%) contro 122,9 .

Fatturato industria lecchese

Nel 4° trimestre 2018, la produzione lecchese è in crescita soprattutto nei settori: “gomma-plastica” (+13,1%), “meccanica” (+4,4%), “minerali non metalliferi” (+1,4%). Viceversa, evidenziano i cali più significativi i settori “chimica”, “alimentari” e “mezzi di trasporto” (rispettivamente -17,1%, -14,7% e -3,8%) .

Negli ultimi tre mesi del 2018, l’occupazione industriale a Lecco è calata dello 0,4% (contro il -0,3% della Lombardia); l’indice medio dello scorso anno per la nostra provincia si è attestato a 104,4 (media 2010=100), +2,7% rispetto al 2017; in Lombardia è a quota 100,5 (+1,4% rispetto al 2017). Il dato lecchese torna superiore a quello pre-crisi (a fine 2007 l’indice con base 2010=100 era pari a 102,1), mentre quello regionale resta leggermente inferiore (nel 2017 il valore era pari a 104,9).

Produzione artigianato lecchese

ARTIGIANATO

In decisa frenata, e con un andamento peggiore rispetto alla media regionale, l’andamento dell’artigianato: nel quarto trimestre 2018 solo la produzione evidenzia una modesta variazione tendenziale positiva: +0,5% (tra i territori lombardi, solo Milano evidenzia un valore peggiore, +0,4%); negativo, invece, il trend di ordini e fatturato (entrambi -0,5%). In Lombardia la produzione è cresciuta dell’1,4%, gli ordini dello 0,5%, il fatturato dell’1%.

L’indice medio della produzione artigiana lecchese 2018 si è attestato a 107,2 (media 2010=100), con un aumento del 2,1% rispetto al 2017; quello degli ordini a 104,5 (+0,7%) e quello del fatturato a 109,4 (+1,6%). La media lombarda è molto più bassa: si è attestata, rispettivamente, a 98,2, 95,2 e 99,8. Peraltro, anche a Lecco siamo ancora molto distanti dai valori pre-crisi: nel 2007 (sempre con base 2010=100) il valore medio dell’indice della produzione era ben 129,2; per gli ordini 128,4; per il fatturato 123,8.

Fatturato artigianato lecchese

Rispetto al 4° trimestre 2017, “minerali non metalliferi”, “pelli-calzature” e “meccanica” sono i settori che registrano l’aumento più elevato della produzione artigianale (rispettivamente +5,4%, +4,3% e +2,4%) , mentre i settori con le peggiori performance sono “abbigliamento” (-8,9%) “siderurgia” (-5,9%) e “legno-mobilio” (-4,9%).

Negli ultimi tre mesi dello scorso anno si evidenzia un calo dell’occupazione artigiana lecchese: -0,7% (contro il -0,4% regionale); l’indice medio dello scorso anno si è attestato a 103,7 (media 2010=100), +0,1% rispetto al 2017. In Lombardia l’indice medio 2018 è pari a 98,6 (+0,8% rispetto al 2017). Tuttavia i dati rimangono molto distanti da quelli pre-crisi: a fine 2007 (sempre con base 2010=100) il valore lecchese era 107,6 e quello lombardo 107,7.

COMMERCIO E SERVIZI

Dati in crescita per il settore terziario: nel 4° trimestre 2018 il volume d’affari sia nel commercio che nei servizi mostra il segno “più” (rispettivamente +5,6% e +0,9%, contro il +1,3% e +10,3% regionale). L’indice medio 2018 del volume d’affari delle imprese commerciali lecchesi si è attestato a 89,4 (+3,4% rispetto al 2017), quello dei servizi a 101,4 (+3,9% rispetto al 2017). In Lombardia i due valori si sono attestati rispettivamente a 81,3 e 134,4 (entrambi in aumento, seppur molto differenziato: +0,1% per il commercio e +11,1% per i servizi).

Negli ultimi tre mesi del 2018 è cresciuta l’occupazione sia nel commercio (+0,4% la variazione rispetto al trimestre precedente) che nei servizi (+0,5%). L’indice medio dell’occupazione nello scorso anno si è attestato a 99,2 nel commercio (+1,9% nei confronti del 2017) e a 102,5 nei servizi (+0,4% rispetto al 2017). In Lombardia i relativi valori sono 98,8 e 109,9 (rispettivamente +1,9% e +2,9%).

Cassa integrazione lecchese

Ulteriori dati elaborati dall’Osservatorio Economico Provinciale della Camera di Lecco sull’andamento economico del 2018: i fallimenti sono in aumento: nel 2018 sono stati 62, +29,2% rispetto al 2017 (Lombardia -2,1%; Italia -6,8%); diminuisce l’importo complessivo dei protesti: da quasi 2,2 miliardi a circa 871.000 Euro (-60,1%); la nostra provincia evidenzia un calo delle ore di cassa integrazione autorizzate dall’INPS, ma dopo l’ottima performance del 2017 (-59,7%, riduzione tra le più elevate in Lombardia), Lecco evidenzia il calo più basso a livello regionale (-7,3%; Lombardia -36,8%; Italia -37,6%). Le ore autorizzate dall’INPS nel 2018 sono state di poco superiori a 1,5 milioni (-62,7%). In particolare, la cassa ordinaria passa da quasi 810.000 ore a poco più di 600.000 (-25,5%) , mentre aumenta quella straordinaria, da quasi 700.000 ore a poco meno di 900.000 (+35,5%) . Praticamente azzerato il ricorso alla cassa in deroga, da quasi 150.000 a poco più di 2.000 ore (-99,5%); a fine 2018 le imprese registrate erano 25.945 (per 33.029 unità locali) e il saldo tra imprese nate (1.319) e cessate (1.534) è negativo: -215 unità. Il calo delle aziende registrate è stato pari all’1,2% rispetto a fine 2017, contro il +0,3% regionale e nazionale.

ASPETTATIVE DELLE IMPRESE LECCHESI PER IL 1° TRIMESTRE 2019

Peggiorano le aspettative degli imprenditori lecchesi del comparto industriale: la differenza tra “ottimisti” e “pessimisti” relativa alla produzione passa dal +9,9% della scorsa indagine all’attuale saldo nullo; quella del fatturato da +11% a +7,2%; quella relativa alla domanda interna da -6,1% a -12,5%. Viceversa, migliorano i saldi relativi alla domanda estera, (da +10,3% a +10,8%) e all’occupazione (da +5,9% a +8,2%).

Restano negative (e in peggioramento) le aspettative degli artigiani lecchesi; il saldo tra “ottimisti” e “pessimisti” relativo alla produzione passa da -9% a -15,7%; quello del fatturato da -10,3% a -16,9%; per la domanda estera la differenza si è attestata a -11,1% (stesso saldo della scorsa indagine) e quella della domanda interna a -18,4% (contro -6,7%). Il saldo delle attese sull’occupazione è -1,1% (era nullo per il quarto trimestre),

Peggiorano anche le aspettative dei commercianti sull’occupazione e sul volume d’affari: il saldo tra ottimisti e pessimisti si attesta rispettivamente a -7,4% e -2,9% (nella scorsa indagine la differenza era pari rispettivamente a +11,9% e +16,4%).
Gli imprenditori dei servizi sono gli unici a guardare al futuro con maggior ottimismo; infatti migliorano le aspettative relative al volume d’affari (il saldo passa da +5,6% a +9,7%) e all’occupazione (dal +5,6% al +9,9%).

 

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