DONNA LECCHESE INDEMONIATA
DAVANTI ALLA SINDONE DI TORINO:
“VI SPIEGO IL MIO DRAMMA”

torino sindoneLECCO – Scrive a Repubblica per raccontare la propria esperienza e le proprie sofferenze la donna lecchese che la scorsa domenica è caduta in trance dinnanzi alla sindone, il panno trecentesco che ricorda il lenzuolo che avvolse Gesù Cristo.

Non sono io che dico di essere posseduta, ma il fatto è stato accertato e comprovato da tre differenti esorcisti autorizzati dall’Arcidiocesi di Milano” spiega la donna. “Non è neppure vero che quando la crisi è finita mi sono rialzata e sono uscita dalla visita come nulla fosse, poiché la visita era già finita, e le persone che mi hanno accompagnata lì, alcuni volontari del centro esorcismi di Milano che ben conoscono la mia situazione, appena hanno capito che iniziavo ad avere reazioni si sono affrettati a portarmi fuori dalla chiesa. È qui che ho avuto la crisi di possessione“.

Al quotidiano diretto da Ezio Mauro la donna rivela poi le sofferenze e le fatiche di convivere con la propria condizione: “Viviamo in una società di luoghi comuni, dove una persona posseduta può essere facilmente etichettata come pazza, malata, invasata, o come un mostro da film dell’orrore. Questo va ad aggiungere altra sofferenza ad una condizione che sarebbe umanamente insostenibile se non grazie alla forza dell’Amore di Cristo. Ed è grazie a questa sua forza che, in questi nove mesi di agonia, sono comunque riuscita a condurre una vita normale agli occhi dei più, mantenendo il mio lavoro da libera professionista e i rapporti interpersonali. Chi non sa non penserebbe certo che possa essere proprio io quell’ “indemoniata che si scatena davanti alla Sindone”. E neppure potrebbe immaginare quale lotta debba affrontare, in ogni istante della sua esistenza, una persona posseduta che cerca la liberazione con tutto il suo cuore“.

> Leggi la lettera completa su Repubblica.it

 

 

 

 

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