DIPENDENTI DI PALAZZO BOVARA,
ANCORA SCONTRO CGIL-COMUNE:
“PARADOSSI IN BARBA ALLA LEGGE”

LECCO – Il 21 maggio 2018 u.s., dopo quasi 10 anni di vacatio, è stato sottoscritto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle Funzioni Locali, un contratto che finalmente riporta al centro della discussione tra le parti la contrattazione aziendale: una bella notizia per i circa tre milioni di dipendenti pubblici che da anni attendevano lo sblocco della contrattazione nazionale.

Peccato che al Comune di Lecco il nuovo CCNL venga poco valorizzato. Sin dai primi incontri tenutisi ai tavoli di contrattazione, successivamente alla firma del nuovo Contratto Nazionale, a Palazzo Bovara si è parlato di un “accordo ponte”, di un documento transitorio, da redigere con l’obiettivo di rimandare al 2019 l’applicazione delle nuove norme stabilite dal Contratto Nazionale, esigibili fin dalla sua sottoscrizione, a partire dalle progressioni orizzontali.

Come FP CGIL, in piena solitudine, ci siamo fermamente opposti a questa impostazione assunta dal Segretario Generale del Comune Capoluogo di Provincia: il Contratto Nazionale di Lavoro è esigibile per tutti i dipendenti già da maggio 2018 e nessun rinvio è ammissibile!
Che senso avrebbe non recepire le innovazioni contrattuali, escludendo a priori la possibilità di negoziarne l’applicazione nell’annualità in corso? Perché far sparire la contrattazione per la ripartizione delle risorse destinate ai dipendenti per l’anno 2018, rimandando il tutto al 2019?

A sostegno di questa posizione e nel rispetto delle norme contrattuali, che prevedono che il contratto  collettivo integrativo abbia durata triennale e che criteri di ripartizione delle risorse destinate ai singoli istituti possano essere negoziati con cadenza annuale, la FP CGIL di Lecco ha presentato formalmente la piattaforma per sottoscrivere il contratto decentrato 2018/2020 per tutti i dipendenti.
Considerato che la norma prevede tempi stringenti per approvare la piattaforma (entro trenta giorni dalla presentazione), dal mese dicembre, se il comune non sottoscriverà un accordo decentrato dovrà assumersi la responsabilità di porre in essere i conseguenti atti unilaterali.

Altro che rinvio al 2019… noi chiediamo l’applicazione del contratto nazionale di lavoro subito e lo  chiediamo nel rispetto dei diritti esigibili di tutte le lavoratrici e i lavoratori che tanto ne hanno atteso il rinnovo!

Focalizzandoci sulla norma che prevede il diritto per i dipendenti degli Enti Locali di accedere alle procedure selettive finalizzate all’attribuzione della progressione orizzontale nella categoria di appartenenza, la gestione dell’istituto da parte dell’Amministrazione di Palazzo Bovara sta assumendo contorni paradossalirinviando al 2019 l’applicabilità dello stesso, quando il contratto ne stabilisce la decorrenza fin dall’anno di sottoscrizione del contratto decentrato integrativo: appurato che i fondi garantiscono le risorse necessarie, perché non attivare l’istituto già nel 2018? Perché far perdere ancora un anno ai lavoratori?

Sono gli stessi dipendenti a sostenerci in questa tesi, come testimonia la sottoscrizione avviata lo scorso mese di ottobre, che ha raccolto un centinaio di firme di lavoratori che reclamano il diritto alla progressione nell’annualità in corso.

La motivazione di una scelta a dir poco discutibile ci è stata fornita dallo stesso Segretario Generale: al Comune di Lecco i dirigenti, in barba agli obblighi di legge, non hanno valutato il personale nei tempi dovuti (praticamente manca il requisito fondamentale della valutazione dei dipendenti nel corso dell’ultimo triennio), motivo per cui non è possibile procedere all’applicazione della norma contrattuale.

Ancora una volta a pagare saranno i lavoratori: dopo anni di blocco della produttività causato da errori nella determinazione dei fondi aziendali, ora mancano le valutazioni necessarie per poter garantire ai dipendenti la maturazione della progressione orizzontale nei termini previsti dalla vigente norma contrattuale.
Per la nostra organizzazione sindacale si tratta di una situazione inaccettabile: chi ha sbagliato deve assumersi la responsabilità di questo scempio!

Forti delle firme raccolte tra i lavoratori, ci rivolgeremo alla Magistratura del Lavoro per richiedere la quantificazione del danno economico causato ai lavoratori per le inadempienze maturate dall’Amministrazione Comunale, che non ha saputo monitorare l’operato dei propri dirigenti: i diritti non possono essere barattati!
Altrettanto ci opporremo con fermezza alla sciagurata iniziativa di privatizzare i servizi sociali comunali attraverso la creazione di una società mista, non possiamo accettare passivamente che l’Ente Pubblico rinunci alla gestione diretta di servizi primari per la cittadinanza.

Nei prossimi giorni organizzeremo iniziative per contrastare queste posizioni inaccettabili; il nostro appello va anche alla cittadinanza, perché l’arretramento dei servizi pubblici compromette i diritti sociali dell’intera collettività.

Il Segretario Generale F.P. CGIL Lecco
Catello Tramparulo

 

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