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OGGI/DALLA SIRIA A MANDELLO:
ALAA ARSHEED E LA ADOVABADAN
AL “DE ANDRÉ” PER IMMAGIMONDO

LECCO – Dalla Siria a Mandello del Lario: questo il percorso di Alaa Arsheed, violinista siriano di 29 anni, che si esibirà con la Adovabadan Jazz Band al Teatro De André sabato 22 ottobre.

serenella-alippiL’evento si svolge nel contesto di Immagimondo, che collabora con il Comune di Mandello già dall’anno scorso: “La collaborazione con Les Cultures è viva e prolifica già da anni e dal 2015 siamo in contatto anche relativamente al festival Immagimondo, presentato quest’anno a Villa Lario”, ha spiegato la vicesindaco Serenella Alippi. “Siamo contenti di ospitare nel nostro teatro questa band, che ha alle spalle l’interessantissima storia del violinista Arsheed e di Endi, l’autore dei brani”, ha concluso la Alippi.

giorgio-redaelli“Si tratta di un evento interessante per vari motivi, a partire dal modo in cui è nato il gruppo, che mostra quanto sia  complesso il fenomeno dei profughi e dell’immigrazione. Ci auguriamo che la serata permetta di cogliere uno dei motivi per cui le persone si spostano: è bene ricordare che non c’è solo il turismo. L’evento è simbolo della fusione di culture che vengono in contatto le une con le altre.”, ha commentato Giorgio Redaelli, presidente di Les Cultures.

A parlare, poi, è stato proprio Alaa Arsheed in persona, in collegamento Skype con la sede dell’associazione; dopo aver ringraziato i presenti, il violinista ha raccontato, in inglese, la sua storia:  ”Ripercorrere la mia vicenda è come fare un viaggio nel passato: l’arte è sempre stata una cosa di famiglia, ne sono sempre stato circondato. La Siria era una luogo fantastico, anche se c’era una dittatura, ma grazie all’arte ho dei ricordi bellissimi”, ha esordito commosso il giovane musicista.

arhseed-skype

Grazie all’arte si potevano esprimere cose che altrimenti non sarebbe stato possibile esternare e, soprattutto, si poteva instillare nelle persone l’idea che era davvero possibile un cambiamento”, ha continuato Arsheed. La sua storia comincia nel 2011, in Siria, e più precisamente nella galleria d’arte di famiglia: un luogo dove circolavano idee, cultura, quadri e libri. Un luogo che alcuni facinorosi lasciati agire impuniti dalla polizia siriana del regime di Assad hanno distrutto, bruciando i libri e devastando il locale: “Quella del regime è stata una reazione durissima”, ha commentato Arsheed.

Dopo questo duro colpo, il ragazzo si dirige a Beirut, in Libano, insieme con la sorella ed il fratello: “Avevo pochissimi soldi con me e ho dovuto iniziare tutto da capo: in Libano ho studiato, ho insegnato musica e ho fatto concerti; non avevo nulla, solo il mio violino, che per me è stato come un passaporto“. Ed è proprio a Beirut che avviene l’incontro che cambia la vita e la carriera di Alaa: nel 2015, tramite un’amica siciliana il violinista incontra Alessandro Gassman, in Medio Oriente per girare Torn, documentario realizzato grazie all’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu, a cui ha preso parte anche Arsheed insieme a pittori, musicisti, artisti e poeti.

immagimondo-jazzTramite un tweet di una collaboratrice di Gassman, infine, Arsheed approda in Italia: “Sono stato contattato dal centro creativo di Benetton e sono stato per tre mesi a Treviso; proprio in occasione di un evento dedicato all’azienda ho conosciuto Michele Uliana, clarinettista della band, e Isaac de Martin, chitarrista: tra di noi c’è stato subito grande feeling e abbiamo iniziato a suonare insieme così, associando liberamente i suoni”, ha continuato il violinista.

Relativamente all’imminente concerto, Arsheed ha spiegato che il nome del progetto, “Mani forti”, rimanda al nome di Endi, cantante e songwriter, e ha rivelato qualcosa sul suo prossimo lavoro: “Insieme ad alcuni membri della Adovabadan Jazz Band sto lavorando a “Portarit”, un progetto che fonde musica jazz, classica ed elettronica”, ha concluso Arsheed.

G. M.

 

 

 

 

 

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