DA LECCO A CASTIGLIONE:
I VOLONTARI DELLA CROCE ROSSA
ALLA FIACCOLATA MONDIALE

SOLFERINO (MN) – Una strage, una carneficina, qualcosa così orrendo che non c’è libro di storia a non riportare le vicende di quel 24 giugno 1859  quando i franco piemontesi si scontrarono con gli austro ungarici lungo un fronte di 15 chilometri tra San Martino e Solferino, lasciando sul terreno una devastazione di feriti e morti.

Solferino2018 Croce Rossa (1)Casualmente da quelle parti c’era anche Henry Dunant , un filantropo svizzero, che davanti alla disorganizzazione dei soccorsi si mise a capo delle donne di Castiglione  per aiutare tutti i militari feriti indipendentemente dalla divisa indossata, al motto “Tutti fratelli”.

In realtà vi erano dei medici militari, ma ognuno curava solamente i propri soldati, in più in quella occasione anch’essi furono presi di mira mentre compivano la loro missione. Ed è da ciò che Dunant intuì la necessità, quando si aiuta, della neutralità.

Solferino2018 Beppe (10)Dopo quella esperienza lo svizzero fondò la Croce Rossa, raccogliendo immediatamente consenso attorno all’iniziativa. Ogni anno a ridosso della data da tutto il mondo arrivano a Solferino i rappresentanti del soccorso internazionale: Croce e Mezzaluna Rosse per una fiaccolata che si ripete da 25 anni..

Tra i seimila di sabato scorso c’era anche un nutrito gruppo di volontari lecchesi, alcuni nuove reclute, altri dei veri e propri veterani. Prima tappa Castiglione delle Stiviere: “Da lì abbiamo preso la navetta per Solferino per la suggestiva fiaccolata di 12 km, ripercorrendo i luoghi che ispirarono il nostro fondatore Dunant, un’esperienza unica nel suo genere che ci ha permesso di incontrare altri volontari provenienti da oltre sessanta nazioni diverse, unite sotto un’unica bandiera” hanno spiegato a più voci i volontari dei comitati lariani.

Solferino2018 Balisio e volontari tedeschi

Volontari lecchesi e tedeschi insieme

“Un’esperienza che qualsiasi persona, non solo volontaria di Croce rossa, dovrebbe vivere una volta nella vita, soprattutto in un momento come questo – concludono i volontari – in un mondo dove ormai vige sovrana l’indifferenza, la nostra associazione ricorda che come 159 anni fa, anche oggi, siamo tutti fratelli”.

Alcune foto sono per cortese concessione di Giuseppe Capuano

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