CORNIZZOLO CUP/MANCHE
“MONDIALE” AL CAMPIONATO
ITALIANO DI PARAPENDIO

parapendio cornizzolo 2SUELLO – Seconda manche valida, il 25 maggio al Cornizzolo dove si sta disputando il campionato italiano di parapendio, su un percorso molto tecnico di 102 km, degno di una coppa del mondo, che ha fatto una forte selezione.

Per tutta la giornata era previsto bel tempo, ma nel parapendio tutto è relativo, ed il passaggio di una velatura di nubi d’alta quota ha schermato parzialmente l’irraggiamento solare, smorzando quella che in termini tecnici si chiama attività termica, che si può definire il motore che sostiene i parapendio in volo: cioè le correnti ascensionali d’aria calda. Sta di fatto che, con poca potenza del motore (poca aria calda), per rimanere in aria, oltre che bravi, bisogna essere anche fortunati.

In queste condizioni, fare un percorso che abbracciava quasi totalmente il campo di gara, andando dalla boa ‘Coppola’ del faro di Brunate fino al vertice del triangolo lariano a toccare quella Geomag del San Primo e poi, con un gran traverso obbligato, scendeva a sud/est fino alla Roncola per poi ritornare a Suello, con il sole di oggi è stato molto difficile anche per i più bravi. E’ stato così che numerosi piloti impossibilitati a proseguire nel percorso sono poi andati ad atterrare per i prati di tutta la Brianza, dando un gran daffare agli autisti addetti ai recuperi.

parapendio cornizzolo 10Dopo oltre tre ore di gara, abbiamo visto arrivare un solitario Nicola Donini che molto alto andava a fare l’ultima boa fissata proprio su decollo. Nicola ha preceduto di oltre dieci minuti il gruppo dei migliori: Joachim Oberhauser, Marco Busetta e suo padre Luca Donini. Prima per la classifica femminile e diciottesima in quella generale: ancora una volta la giapponese Nao Takada; minuta, schiva, cortese e bianca di carnagione come vuole la tradizione, ma anche con una bravura da far invidia a molti uomini, se si pensa che essendo leggera è penalizzata dall’uso di una vela taglia small, che è meno performante, inoltre, al contrario di quasi tutti gli altri, non vola con una vela da gara ma con quella che si potrebbe definire una ‘granturismo’; la seguono sull’arrivo: la venezuelana Joanna Di Grigoli e la nostra Silvia Buzzi Ferraris. A riprova della dura selezione: l’ultimo pilota che è riuscito a completare il percorso è arrivato un’ora e 23 minuti dopo Nicola. Prematuro fare pronostici, le gare di volo non sono corse in pista, basta un briciolo di sfortuna e quella che era una vittoria sicura si può trasformare in pochi minuti in una clamorosa débâcle.

 

 

 

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