CONFINDUSTRIA LECCO SONDRIO
ASSEMBLEA CON COMO E BOCCIA,
PRESIDENTE NAZIONALE

ERBA – La flessione dell’economia tedesca preoccupa gli industriali, soprattutto quelli del manifatturiero, settore vitale all’interno di Confindustria: ”Siamo integrati con la Germania” ha ricordato a Lariofiere di Erba il presidente nazionale Vincenzo Boccia.

Sforare il vincoli di bilancio? Non è un tabù a patto che che serva a crescere e non ad affossarsi.

Non sono sole le notizie da nord Europa a non piacere al presidente degli imprenditori, pure quelle dall’interno come l’incertezza nei sostegni al cambiamento e all’innovazione, il sistema infrastrutturale inadeguato e lento (29 km all’ora il tempo medio di percorrenza tra Sondrio, Lecco e Como), gli stop al Tav e anche il reddito di cittadinanza contro cui si è scagliato.

Per i giovani l’occupazione ci sarebbe, almeno mezzo milione di posti di lavoro nelle fabbriche moderne, dove l’uomo oramai ha una funzione di controllo delle macchine, deve sapere d’informatica, avere empatia e creatività per capire e rispondere alle esigenze del mercato.

Work’ era intitolata l’assemblea annuale confindustriale, proprio per l’attenzione al ‘capitale umano’, al lavoro che c’è quando è qualificato.

Un incontro un po’ speciale con imprenditori di tre province riuniti da Sondrio, Lecco e Como.

I due presidenti Fabio Porro per Unindustria Como e Lorenzo Riva per Confindustria Lecco entrambi sul palco per il discorso espresso scambiandosi continuamente il testimone, una modalità che fa pensare a una ulteriore prospettiva di unione.

Ma l’unione fa la forza è sicuramente il mood dei tempi, in platea vi erano i presidenti delle altre province e anche sul palco non si è più parlato di piccolo è bello, ma di diventare grandi di rafforzarsi perché se ora la manifattura italiana è al secondo posto in europa per fatturato in Europa l’obiettivo è di diventare i primi e di scalare pure le sei posizioni che nel mondo ci distanziano dal primo gradino del podio.
E come?
Come è successo in Emilia dove si sono formate le motor valley e food valley, in val di Fassa con Fassa che piace. Sono best practice, idee innovative messe in pratica, la via d’uscita italiana alla crisi.

Se l’industria non trova persone formate per affrontare le nuove forme produttive, così Ducati, Lamborghini, Dellara, Maserati, Pagani hanno pensato di cercarle negli istituti professionali di tutta Italia, facendo accordi con scuole di diverse regioni, si sono inventati un percorso di laurea e pure un master in motori e velocità, coinvolgendo le università emiliane. E il motore di tutto ciò è Andrea Pontremoli ceo e general manager di Dellara che ha raccontato questa favolosa esperienza. Sempre in Emilia, anche nel food il trend è simile.

La collaborazione è alla base di tutto per queste aziende, la concorrenza la si fa nel mercato, non nella formazione e nella costruzione di un sistema produttivo sostenibile.

In questo fermento il reddito di cittadinanza sembra una stampella inutile che tende a far claudicare invece che sostenere il passo, almeno per le fasce giovani alle quali Lorenzo Riva ha rivelato la ricetta: studiare e appassionarsi. Appena messa la laurea o il diploma in tasca viaggiare, darsi un periodo sabbatico per guardare fuori nel mondo che cosa succede e alla fine tornare con orgoglio e ambizione, amando il lavoro che si è deciso di fare.

Quasi un appello chiuso con emozione e voce rotta così da ricevere l’entusiasmo a scrosci di applausi dalle centinaia di studenti delle scuole tecniche superiori invitate in sala.

Lorenzo Delladio ceo de La Sportiva, produttore di scarpe e di materiali tecnici per la montagna, ha raccontato il suo essere imprenditore mondiale in val di Fassa e come vivere in una zona bella aiuti a mantenere la mente aperta capace di captare le idee innovative. Anche qui collaborazione: gl’imprenditori della valle dei più disparati comparti si ritrovano settimanalmente ciascuno a raccontare il proprio vissuto produttivo per uno scambio continuo d’intelligenza economica.

Osare, porsi l’asticella alta perché anche non ci si crede è sempre possibile raggiungere obiettivi migliori di quelli che ci si era posti. Il messaggio arriva dall’America, ma è di un italiano, Alberto Sangiovanni Vincenzelli un visionario oggi di 72 anni fa che capì l’importanza del disegno dei circuiti all’interno dei chip ed inventò l’Electronic design automation (EDA), la sua azienda fattura una ventina di miliardi di dollari ogni anno.

Esperienze interessanti uscite dalla tavola rotonda moderata dal giornalista Sebastiano Barisoni di Radio24 e a cui hanno partecipato, Giovanni Brugnoli vicepresidente di Confindustria per il Capitale Umano e Michele Tiraboschi, ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia.

RedEco

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