CONDANNATO IN PRIMO GRADO,
CASTAGNA RISCHIA IL POSTO
DA DIPENDENTE DEL COMUNE

maurizio castagnaLECCO – È la prima volta che un caso del genere si presenta a Palazzo Bovara: infatti la condanna letta dal giudice Enrico Manzi nei confronti di Maurizio Castagna, già responsabile del settore edilizia del Comune di Lecco, oltre a due anni e otto mesi di pena per tentata concussione, l’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo e il risarcimento, prevede anche “l’estinzione del rapporto con il Comune di Lecco“.

Sulla vicenda dovranno perciò esprimersi i legali di palazzo Bovara e la decisione dovrà poi venire adottata dalla Giunta. Il sindaco Virginio Brivio conferma che “Siamo in attesa del dispositivo della sentenza, poi i nostri legali ci indicheranno la strada da percorrere”. Ai tempi della tangentopoli lecchese, all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso che aveva travolto anche alcune Giunte, erano stati coinvolti funzionari, ma non era previsto il licenziamento. La riforma della pubblica amministrazione ha invece previsto la risoluzione del rapporto di lavoro per una condanna penale definitiva con interdizione dai pubblici uffici. “È la prima volta – aggiunge Brivio – che saremo chiamati a esprimerci su una vicenda penale che coinvolge un dipendente, però tengo a precisare che saranno i legali del Comune a darci indicazioni“. Il primo cittadino separa in modo netto il ruolo politico da quello gestionale che è affidato a dirigenti ed esperti.

“Niente fughe in avanti – tiene a precisare l’avvocato Marilena Guglielmana che con la sorella Patrizia difende Castagna –: aspettiamo le motivazioni e poi valuteremo il cammino da intraprendere. A nostro parere e sulla base di quanto emerso nel dibattimento Castagna è pulito, anzi è una vittima e lo ha dimostrato in trent’anni di lavoro nella pubblica amministrazione, mai macchiato da vicende oscure”. Il funzionario, sospeso al momento dell’arresto, dopo il reintegro in Comune è stato assegnato ad un altro incarico.

L’inchiesta sulle tangenti e quella mazzetta da 2.500 euro chiesta all’imprenditore Marco Rota per una concessione edilizia aveva fatto tremare l’Amministrazione comunale lecchese, al momento dell’arresto di Francesco Sorrentino e Maurizio Castagna e i domiciliari per Giovanni Minervini, ex consigliere di Palazzo Bovara. Dopo il patteggiamento di Giovanni Minervini (2 anni e 8 mesi) si attendeva la sentenza di primo grado, e per Francesco Sorrentino l’attenzione era sulla confisca dei beni chiesta dalla Procura assieme alla condanna a sei anni. Per ogni valutazione bisognerà attendere i novanta giorni con il deposito della sentenza.

 

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