CHIUSURA POSTE:
I DEPUTATI PD LECCHESI
INCONTRERANNO IL MINISTRO

TENTORI E FRAGOMELILECCO – Ieri, nel tardo pomeriggio, i deputati lecchesi Gian Mario Fragomeli e Veronica Tentori hanno incontrato una delegazione di sindaci dei comuni della provincia di Lecco interessati dalla chiusura, nel proprio territorio, di un Ufficio Postale: «Lo scopo di questo tavolo preliminare» dichiarano i due parlamentari «è stato quello di avere un primo quadro della situazione e di stabilire quindi i criteri con i quali, già da oggi, poter cominciare a muoverci a Roma presso il Ministero competente».

«Poste Italiane Spa» continuano i due deputati PD «nell’ambito della Legge di Stabilità, riceve significativi contributi da parte dello Stato Italiano allo scopo di consentire agli Uffici Postali periferici la possibilità di garantire l’erogazione dei servizi postali essenziali. Ciononostante, il piano di riorganizzazione previsto dall’azienda dispone, a partire dal prossimo 13 aprile, la chiusura degli Uffici Postali delle frazioni di Maresso nel Comune di Missaglia, di Rossino nel Comune di Calolziocorte, di Sala al Barro nel Comune di Galbiate, di Beverate nel Comune di Brivio, nonché la chiusura di due dei nove Uffici della Città di Lecco (ad Acquate e a San Giovanni) e di un Ufficio nel Comune di Verderio. Altri interventi riguarderanno poi la riduzione degli orari di apertura al pubblico degli Uffici siti nei Comuni di Carenno, Colle Brianza, Ello, Margno, Monte Marenzo, Pagnona, Primaluna, Santa Maria Hoè e Taceno».

«I servizi postali, in particolare per le famiglie» concludono Fragomeli e Tentori «sono fondamentali nello svolgimento di molteplici attività quotidiane e la riduzione del numero degli Uffici Postali rischia di tradursi in gravi disservizi. Pensiamo soprattutto ai cittadini più anziani che si troveranno a non poter usufruire agevolmente di servizi essenziali quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, e si troveranno invece costretti a lunghe file nei pochi giorni di apertura o addirittura ad affrontare frequenti e poco agevoli spostamenti su territori spesso mal serviti dal trasporto pubblico».

 

 

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